Cashback 2021, chi resta escluso dal rimborso

Prima i ritardi e i problemi dell'app IO, poi le zone rosse e i negozi chiusi: tanti italiani non hanno raggiunto il numero minimo di transazioni, e per chi invece l'ha fatto i soldi stanziati dal governo per il Cashback potrebbero non bastare

Il Cashback di Stato ha appena concluso la prima fase, quella di sperimentazione, partita con tante difficoltà e ritardi a dicembre inoltrato e chiusasi il 31 dello stesso mese. Dal 1° gennaio, la seconda fase: sul conto corrente di chi userà le carte e le app di pagamento digitale verrà accreditato il 10% degli acquisti fatti nei supermercati, nei negozi e da artigiani e professionisti per un massimo di 150 euro nei prossimi sei mesi. Nella fase di sperimentazione natalizia, però, una persona su quattro non riceverà alcun rimborso.

Cashback di Natale: perché uno su quattro non riceverà il rimborso

Gli italiani che hanno aderito all’extra Cashback di Natale, scaricando l’app IO e registrando il loro Iban e le carte a esso collegate, sono stati circa 6 milioni. Hanno maturato un credito potenziale di circa 40 euro a testa, per un totale che si aggira intorno ai 200 milioni di euro.

Il calcolo è presto fatto: il governo ha messo sul piatto 228 milioni di euro di rimborsi che, divisi per i 6 milioni di italiani che hanno aderito al piano Cashback, danno un ritorno medio di circa 40 euro a testa.

Una cifra che ha fatto storcere il naso a molti consumatori, che confidavano nel rimborso di 150 euro promesso in partenza. La discrepanza dipende però dagli importi spesi, fortemente frenati dalle chiusure dei negozi che hanno costretto tantissimi italiani ad affidarsi all’e-commerce, perdendo così la possibilità di raggiungere il numero minimo di transazioni e quindi di spendere poco dal punto di vista del Cashback.

Senza dimenticare i problemi registrati in fase di lancio dall’app IO, che ha rallentato gli acquisti per diversi giorni. Un iscritto su quattro non è riuscito a raggiungere il numero minimo di 10 acquisti per ricevere il rimborso.

In parallelo, poi, c’è la questione sollevata nei giorni scorsi. Per quel che riguarda i rimborsi di dicembre, i soldi stanziati dal governo potrebbero non bastare. E il decreto numero 156 del 24 novembre 2020, quello che cioè ha istituito il Cashback, prevede che “qualora la predetta risorsa finanziaria – ossia i 227,9 milioni di euro stanziati – non consenta il pagamento integrale del rimborso spettante, questo è proporzionalmente ridotto”. Per scoprirlo, si dovrà attendere febbraio, quando sarà erogato il rimborso di dicembre 2020.

Cashback, fase 2: come ricevere il rimborso

Per ricevere il rimborso nella cosiddetta fase 2 del Cashback di Stato, ossia dal 1° gennaio al 30 giugno, si dovrà usare il bancomat, la carta di credito o le app per il pagamento digitale almeno 50 volte. Per ogni scontrino il rimborso massimo sarà di 15 euro. Inoltre, i 100 mila consumatori che totalizzeranno più transazioni digitali riceveranno un rimborso di 1.500 euro nel semestre.

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