Cashback fino a 2.000 euro per chi paga con carte o bancomat

Contro l’evasione fiscale allo studio un sistema a punti per rimborsare chi paga con metodi tracciabili come carte di credito o bancomat

Con la conversione in legge del decreto fiscale, il governo sta mettendo a punto una delle misure chiave per promuovere la moneta elettronica, che potrebbe fruttare ai più “virtuosi” fino a duemila euro di cashback.

Si tratta di un sistema a punti per rimborsare chi paga con metodi tracciabili, ovvero con carte di credito e bancomat, anche prestazioni come quelle del meccanico o dell’idraulico, rispetto a chi abitualmente già passa il bancomat per fare la spesa al supermercato.

La riforma partirà a luglio e sarà quindi in vigore nella seconda parte del 2020.  Sempre a luglio scatterà lobbligo per i commercianti di dotarsi di Pos in attesa di un accordo sulla riduzione dei costi delle commissioni delle carte di credito.

A proposito di commissioni, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha detto di essere consapevole che per spingere la moneta elettronica saranno necessari anche “tagli drastici” delle commissioni e non nasconde le intenzioni del governo: “Ai fini di una maggiore tracciabilità e trasparenza delle transazioni commerciali in chiave anti-evasione, il Governo intende agevolare i pagamenti elettronici riducendo drasticamente i costi delle transazioni non in contanti” ha detto Gualtieri.

L’obiettivo – ha chiarito – “è quello di promuovere un cambiamento culturale verso la modernizzazione del sistema produttivo e al tempo stesso l’evoluzione dei comportamenti dei consumatori, allineandoli a quelli più virtuosi degli altri paesi europei”.

Fino al prossimo luglio, il sistema di pagamenti rimarrà in sostanza quello attuale, con i consumatori che potranno ancora vedersi rifiutati i pagamenti elettronici da parte degli esercenti, attuando di fatto una discriminazione. Per i commercianti inadempienti che non si doteranno dei Pos sono previste sanzioni, una multa di 30 euro più il 4% del valore della transazione.

La giustificazione da parte dei commercianti per il mancato o scarso utilizzo del Pos è stata finora quella del costo delle commissioni sui pagamenti elettronici. Il paradosso dell’Italia è avere il numero più alto di Pos, ben 3,2 milioni, ma il numero più basso di operazioni pro-capite annue alternative al contante, solo 111. Tutti gli altri sono pagamenti in contanti, molti senza scontrino, ricevuta o fattura e dunque con evasione fiscale.

 

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