Caro prezzi, c’è una buona notizia per le famiglie italiane

La Banca d'Italia spiega che la tenuta economica degli italiani non è a rischio, nonostante l'aumento dei prezzi e le spese in più affrontate nel 2021

L’ultima rilevazione dell’Istat non è particolarmente positiva per le tasche degli italiani, con l’aumento del prezzo dell’energia e delle materie prime che sta facendo lievitare i prezzi della spesa, con un ulteriore aumento nel mese di ottobre del 3%, più di quanto stimato in precedenza.

Caro prezzi, quanto pagano di più gli italiani nel 2021

Solo le bollette elettriche hanno subito un rincaro del 42% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e il Codacons ha stimato una spesa aggiuntiva per tutte le famiglie di quasi mille euro per il 2021. Vi abbiamo parlato qua del caro bollette.

L’Unione nazionale dei consumatori stima che siano il Trentino Alto Adige, con 1.359 euro in più per famiglia a causa dell’inflazione, e la Valle d’Aosta, con 1.302 euro in più, le regioni più colpite dal caro prezzi. Qui tutti gli aumenti di una spesa media.

Caro prezzi, buona notizia di Bankitalia su mutui e credito

Ma ci sono anche buone notizie su questo fronte. Lo ha sottolineato la Banca d’Italia, che parla di un aumento che sarà solo “temporaneo” e non metterà a rischio la sopravvivenza degli italiani nel loro complesso.

Nel rapporto sulla stabilità finanziaria, Bankitalia spiega che la condizione delle famiglie del nostro Paese sta contemporaneamente beneficiando del miglioramento dell’economia e delle misure di sostegno adottate per fare fronte alla crisi economica innescata dalla pandemia.

Il dato che emerge è che le famiglie italiane mostrano, nonostante le stangate dell’ultimo periodo, una “buona capacità” nei pagamenti di mutui e credito, anche grazie ai bassi tassi di interesse e ai bonus statali. Qui la guida per risparmiare sul mutuo.

Crescono dunque le capacità di risparmio e la ricchezza generale, anche se non per tutti. Per i nuclei più fragili la capacità di fare fronte al debito è tuttavia “contenuta”.

All’interno del documento della Banca d’Italia è presente un nuovo richiamo agli istituti creditizi, affinché mantengano alta la guardia sui crediti deteriorati, che dovrebbero aumentare con la fine delle moratorie, anche se non ai livelli delle precedenti crisi.

Per questo il monito è quello di tenere “un’elevata attenzione” alla valutazione della capacità di rimborso dei prestiti e dei potenziali accantonamenti, in particolare per le banche più piccole e tradizionali.

Realtà che ora sono sotto stretta sorveglianza da parte della banca centrale, che ha avviato un’analisi specifica con gli stress test, da cui è emersa una buona tenuta generale, ma anche alcuni anelli deboli della catena.

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Caro prezzi, c’è una buona notizia per le famiglie italiane