Chi è Carlos Ghosn e perché tutti parlano di lui

L'ex amministratore delegato di Nissan-Renault è famoso per aver risollevato le sorti del gruppo ma anche per aver commesso gravi illeciti. Ora è scappato

Carlos Ghosn, brasiliano di origini libanesi, classe ’54, è l’ex amministratore delegato di Nissan-Renault, famoso soprattutto per aver salvato Renault nel 1996, quando era vice-presidente esecutivo del gruppo, e aver fatto lo stesso con Nissan in seguito.

Nel novembre 2018 è stato arrestato a Tokyo con l’accusa di illeciti finanziari: in particolare, sarebbe responsabile di aver deliberatamente sottostimato i propri compensi nei report alle autorità di Borsa e di aver utilizzato beni aziendali a fini personali quando era a capo di Nissan. L’appropriazione indebita sarebbe avvenuta tramite il trasferimento in 7 anni di 34 milioni di dollari verso una succursale Nissan con sede in Oman, gestita da un suo conoscente.

La fuga in Libano e le accuse

Ora, tutti ne parlano e tutti lo cercano. Incredibilmente, beffando tutti, il 30 dicembre scorso, mentre era agli arresti domiciliari nella capitale giapponese, l’ex supermanager è riuscito a fuggire e a raggiungere Beirut. Secondo le prime ricostruzioni, Ghosn sarebbe scappato con un treno per arrivare fino a Osaka, dove poi si sarebbe imbarcato per Istanbul su un jet privato e poi finalmente sarebbe giunto in Libano.

Mentre ora anche per sua moglie è stato spiccato un mandato di arresto per falsa testimonianza, restano quattro i capi di accusa contro l’ex AD di Nissan-Renault secondo la Procura di Tokyo, tra cui frode fiscale e appropriazione indebita, con un processo in partenza proprio nel 2020 e la negazione della libertà su cauzione.

Una carriera folgorante

Ghosn ha esordito nel mondo dell’auto nel 1978 come amministratore delegato del colosso di pneumatici Michelin Nord America. In Renault è approdato nel 1996 e da subito si è fatto notare, gettando le basi della svolta verso il settore dell’auto elettrica: è lui infatti a lanciare la Leaf, l’auto a batteria più venduta al mondo.

Sua anche l’alleanza strategica tra Renault-Nissan e Mitsubishi, grazie alla quale i franco-nipponici, con l’acquisto del 34% della rivale, si sono guadagnati la prima posizione fra i costruttori mondiali per numero di auto e veicoli commerciali venduti nel 2017, superando sia Volkswagen che Toyota.

Ghosn: “Io ostaggio”. Nissan: “Grave danno”

A confermare la sua fuga è stato lo stesso Ghosn attraverso un breve comunicato, in cui ha dichiarato di non essere più “ostaggio” di un sistema giudiziario “falsato” come quello giapponese, in cui “si presume la colpa, dilaga la discriminazione e i diritti umani sono negati”. “Non sono fuggito dalla giustizia ma dall’ingiustizia e dalla persecuzione politica” ha detto.

Mentre in Libano Ghosn è considerato una sorta di eroe nazionale e, dunque, gode senza dubbio di ampia protezione, non si placa contro di lui l’azione legale di Nissan. “La società continuerà a intraprendere le adeguate azioni legali ritenendo Ghosn responsabile del danno che il suo comportamento scorretto ha causato a Nissan”, ha affermato la multinazionale in una nota.

Un momento non certo semplice per Nissan, che si trova a fronteggiare una grave crisi occupazionale: la casa automobilistica è infatti pronta a tagliare 12.500 posti di lavoro entro il 2023 e a ridurre la capacità produttiva globale di ben il 10%.

Da Versailles alle residenze di lusso ai dubbi compensi

Ghosn è un tipo certamente sopra le righe: tra le tante avventure degne di nota, per il suo matrimonio principesco nel 2016 noleggiò, pagando con i soldi di Nissan, persino il castello di Versailles. Non pago, sfruttò la festa aziendale per celebrare il suo 60esimo compleanno, con tanto di cena stellata e fuochi d’artificio. Fattura: 600mila euro, a carico ovviamente di Nissan.

Avrebbe poi goduto di residenze di lusso a Beirut, Rio de Janeiro e Parigi, acquistate attraverso controllate con sede nei Paesi Bassi, “comprato” una barca da 12 milioni di euro e ricevuto un compenso “riservato” di 7,8 milioni di euro da una società olandese, comproprietaria di Nissan. Non ultimo, ha fatto scalpore anche il pagamento di compensi per 750 mila dollari a una delle sue sorelle, per attività di consulenza all’interno di un presunto “Global Donation Advisory Council” che, secondo Nissan, non è mai esistito.

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