Suez, le conseguenze sul Made in Italy: quanto sta perdendo

Il blocco del Canale di Suez sta avendo un notevole impatto sul commercio: qual è la ricaduta per l'Italia

Il Canale di Suez è letteralmente bloccato dalla Ever Given, una nave porta-container da 220 mila tonnellate per 400 metri di lunghezza, che si è incagliata e ha messo in crisi le rotte commerciali. Dopo sei giorni, il numero delle navi ha superato quota 300. Un’attesa che provoca danni anche al Made in Italy.

Suez, le conseguenze sul Made in Italy: quanto sta perdendo

Il blocco del Canale di Suez ha frenato gli scambi commerciali dell’Italia con l’Asia, soprattutto con la Cina, in maniera netta. Per il settore alimentare si temono difficoltà per tutti i principali prodotti nazionali confezionati trasportati via nave, dal vino all’olio extravergine.

A livello di import, sono bloccati anche gli arrivi dei fusti di quasi 70 milioni di chili di concentrato di pomodoro cinese che lo scorso anno sono sbarcati in Italia. Lo riferisce un’analisi di Coldiretti sugli effetti dell’incidente sul Canale di Suez per l’agroalimentare italiano.

Si tratta di una situazione assai delicata, dato che si è verificata proprio mentre le spedizioni Made in Italy verso la Cina stavano registrando un notevole aumento (+19,4% a gennaio).

Suez, le conseguenze sul commercio mondiale

A livello mondiale, il settore delle materie prime agricole è quello che accusa maggiormente il blocco del Canale di Suez, dato che è stato già messo sotto stress dalla pandemia, con i prezzi che hanno raggiunto il massimo da circa sette anni, trainati dalle quotazioni in aumento per zucchero, oli vegetali, cereali, latte e carne (dati Fao, febbraio 2021). L’aumento dei prezzi vede in testa il mais (+45,5% rispetto a un anno fa), seguito dal frumento (+19,8%).

Quanto sta succedendo, inoltre, avrà un impatto importante anche sui prezzi del petrolio, con l’aumento dei costi energetici per un Paese come l’Italia dove l’85% dei trasporti commerciali avviene su strada. La conseguenza potrebbe dunque essere un effetto valanga sulla spesa per l’aumento dei costi di trasporto oltre che di quelli di produzione, trasformazione e conservazione.

Secondo Coldiretti, a subire gli effetti dell’aumento del costo del carburante sarà l’intero sistema agroalimentare, in cui la spesa per la logistica arriva ad incidere fino dal 30%-35% sul totale dei costi per frutta e verdura (fonte: dati Ismea).

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