Burioni nel mirino dell’Espresso: “Consulenze d’oro da questi noti brand”

Dopo le accuse di Panorama e Codacons, il noto virologo di nuovo al centro di critiche per via di presunte consulenze d'oro con la società Lifenet

Consulenze d’oro per Roberto Burioni, e per il suo socio Nicola Bedin? Questa la ricostruzione fatta da L’Espresso, che in un’inchiesta a firma di Emiliano Fittipaldi e Giovanni Tizian passa al setaccio gli affari – più che fortunati a quanto si apprende – del noto virologo.

“La Fase 2 della pandemia da Coronavirus, per le aziende italiane, è affare complesso da gestire. Per i fatturati in picchiata e i business ancora boccheggianti, in primis” scrivono Fittipaldi e Tizian. “Ma anche per la gestione della sicurezza sul lavoro di operai e dipendenti e dei clienti. Fabbriche e uffici che stanno riaprendo hanno infatti bisogno per legge di rispettare decine di regole di igiene, direttive sul distanziamento e protocolli di vario tipo”. Se non lo fanno, incorrono in multe salatissime.

Le presunte consulenze d’oro di Burioni

Per questo, mentre molti scienziati sono impegnati nelle ricerche per combattere il Covid e trovare un vaccino, altri esperti offrono soluzioni per le riaperture. Lifenet Healthcare, società con cui Burioni collabora, ha lanciato un servizio di consulenza rivolto alle maggiori aziende che operano in Italia.

Lifenet è una srl “focalizzata su attività ambulatoriali e ospedaliere”, controllata attraverso un’altra società, la Invin srl, da Nicola Bedin, ex amministratore delegato dell’ospedale San Raffaele di Milano nel dopo don Verzè, dove Burioni lavora da tempo. In questa fase, l’azienda avrebbe sottoscritto contratti fino a 200mila euro con Tim, Ferrari, Snam, Marelli, Gucci e altri famosissimi brand. Consulenze, però – si badi bene – concesse dal professore senza infrangere nessuna legge o codice deontologico.

Stando alle ricostruzioni de L’Espresso, Tim ha firmato un contratto di 200mila euro, Snam e Marelli da circa 150mila, Ferrari 33mila. Tra i clienti ci sono anche Imab Group, Pellegrini, Aci Sport, Philip Morris e Tecnogym, il Gruppo Sapio, Vibram, Gucci e altre. “Quanto prendo? È riservato” ha commentato Burioni al settimanale diretto da Marco Damilano.

Già nelle scorse settimane Burioni, e la collega Ilaria Capua, erano finiti nel mirino di alcune testate, tra cui Panorama, per le loro ospitate fisse in tv a parlare di Covid in cambio, dicevano, di laute ricompense. Burioni soprattutto da Fabio Fazio in Rai a Che tempo che fa, e la Capua su La7 ma anche altrove. Anche Codacons si era scagliato contro Burioni per presunti conflitti di interessi.

La replica di Burioni

Buroni, incoronato proprio alcuni giorni fa da Science per le sue battaglie no-vax, ha scelto di rispondere alle accuse dal suo profilo Facebook: “Alcune notizie che mi riguardano apparse sulla stampa non sono vere e devo smentirle. Prima di tutto io non sono socio della società Lifenet, alla quale ho fornito una consulenza scientifica. Inoltre io – con l’eccezione di Medical Facts SRL, una startup che ho fondato un anno fa con tre amici e che ben conoscete – non sono socio di nessuna società, nonostante quello che viene regolarmente scritto accusandomi di inesistenti conflitti di interesse”.

In un’intervista al Corriere della Sera ha poi annunciato il suo ritorno “alla mia vera aula, quella universitaria” e un silenzio stampa che lo terrà lontano dalla tv almeno fino all’autunno. “L’importo delle mie consulenze svolte per le aziende riguardo all’emergenza Covid-19 direttamente o tramite Lifenet non è – purtroppo – neanche lontanamente vicino alle cifre che vengono diffuse (un milione!)”.

E ancora: “Visto che ci siamo, preciso anche che io non fornisco consulenza scientifica a nessuna società o entità che sia coinvolta nello sviluppo o nella commercializzazione di vaccini; e neanche a società o entità che siano coinvolte nello sviluppo o nella commercializzazione di cose utili per la diagnosi, terapia, prevenzione o vaccinazione per Covid-19”.

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