Bonus POS, c’è il codice tributo per il credito d’imposta sui pagamenti con carta

L'Agenzia delle Entrate rilascia il codice per compilare il modello F24 sulle commissioni dei pagamenti con POS

L’Agenzia delle Entrate ha reso noto il rilascio del nuovo codice tributo utile per il recupero del credito d’imposta sulle commissioni previsto dal Bonus POS.

Bonus POS, c’è il codice tributo per il credito d’imposta: a chi è rivolto

Si tratta della misura introdotta con il “decreto fiscale” a sostegno degli esercenti di piccole dimensioni, nasce per combattere l’evasione e spingere i consumatori a effettuare pagamenti digitali.

L’agevolazione è rivolta ai negozianti con un volume d’affari inferiore a 400 mila euro, con un recupero sui costi del POS pari al 30 per cento delle commissioni addebitate per i pagamenti con carte di credito, bancomat, carte prepagate ecc. Il credito d’imposta è riconosciuto per i pagamenti effettuati mediante questi dal 1° luglio 2020.

Bonus POS, c’è il codice tributo per il credito d’imposta: la procedura

Con la risoluzione n. 48/E del 31 agosto 2020, l’Agenzia delle Entra istituisce il codice tributo “6916”. Nel documento vengono riportate anche le modalità di compilazione del modello F24.

Saranno gli esercenti che vorranno ricevere il Bonus Pos a dovere comunicare all’Agenzia delle Entrate tutte le informazioni necessarie per verificare se il credito d’imposta e se esistano tutti i requisiti per accedere all’agevolazione e in che termini.

Per riempire il modello F24, si può trovare il codice tributo nella sezione “Erario”, nella colonna “importi a credito compensati”, oppure, nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento dell’agevolazione, nella colonna “importi a debito versati”.

Vanno compilati indicando il mese e l’anno in cui è stata addebitata la commissione sulla quale esercitare il credito d’imposta, i campi “mese di riferimento” e “anno di riferimento”.

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, a decorrere dal mese successivo a quello di sostenimento della spesa. Il modello F24 deve essere presentato attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, pena lo scarto dell’operazione di versamento.

Per usufruire dell’agevolazione prestatori di servizi di pagamento devono trasmettere agli esercenti, su base mensile e per via telematica, l’elenco delle transazioni effettuate mediante strumenti di pagamento elettronici e le informazioni relative alle commissioni addebitate, come previsto dal provvedimento della Banca d’Italia del 21 aprile 2020.

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