Bonus Piemonte, cos’è e a chi spetta l’aiuto voluto da Cirio

88 milioni di euro per bar, ristoranti, discoteche, parrucchieri e altre categorie compromesse dal lockdown: l'annuncio del Governatore

Un contributo a fondo perduto di oltre 88 milioni di euro alle categorie commerciali e artigianali più penalizzate dal lockdown: sarà questo uno dei pilastri del decreto legge che la regione Piemonte approverà lunedì prossimo.

Bonus Piemonte: importi e beneficiari

Secondo la sintesi pubblicata sul sito della Regione, le risorse del “Bonus Piemonte” saranno così distribuite:

  • 2500 euro andranno a bar, gelaterie, pasticcerie, catering per eventi, ristoranti, agriturismi, sale da ballo e discoteche, saloni di barbiere e parrucchiere;
  • 2000 euro saranno destinati alla ristorazione da asporto e ai centri benessere
  • 1300 euro andranno alla ristorazione non in sede fissa (gelaterie, pasticcerie, take-away);
  • 1000 euro saranno stanziati per i taxi e i servizi di noleggio con conducente.

La Regione, si legge inoltre, “abbatterà gli oneri e semplificherà le procedure di autorizzazione su suolo pubblico per la creazione o l’ampliamento dei dehor”, con l’obiettivo di sostenere le iniziative degli esercizi pubblici per garantire il distanziamento sociale necessario per la Fase 2.

Le modalità per riceverlo

Da metà di maggio, tutti gli interessati riceveranno da Finpiemonte una comunicazione via posta elettronica certificata. In questo modo potranno indicare il conto corrente su cui ricevere il contributo a fondo perduto, che – assicura la Regione – verrà accreditato nell’arco di qualche giorno.

Il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, ha assicurato che le somme saranno erogate “subito”: “Abbiamo eliminato tutta la burocrazia perché il danno c’è stato ed evidente, così come è evidente che dobbiamo aiutare le nostre imprese a ripartire”, ha spiegato.

Ecco perché per accedere al bonus “non chiediamo nulla, nessun documento, nessuna dichiarazione. Il danno c’è stato, è conclamato ed evidente, e noi lo copriamo. La nostra priorità è intervenire per evitare la perdita di posti di lavoro e aiutare il nostro Piemonte a ripartire”.

Il ruolo delle associazioni di categoria

“È stato fatto un grande lavoro di squadra tra la Regione e le associazioni di categoria, che oggi ci permette di dare risposta al bisogno di sostegno e liquidità delle attività più compromesse dalla chiusura di questi mesi”, ha commentato l’assessore regionale al Commercio, Vittoria Poggio. L’iniziativa, infatti, è stata possibile grazie all’accordo sottoscritto dalla Regione con CasArtigiani Piemonte, CNA Piemonte, Confartigianato Piemonte, Confcommercio Piemonte e Confesercenti Piemonte.

“Il nostro impegno”, ha detto la presidente di Confcommercio, Maria Luisa Coppa, “non si ferma: lavoriamo sul comparto del turismo e della moda e per il settore dei mercati non alimentari, cogliamo con piacere l’attenzione annunciata verso la filiera dell’abbigliamento, i cui negozi hanno intere collezioni bloccate e centinaia di migliaia di euro di perdita”.

Un messaggio al Governo

Per il presidente di Cna, Fabrizio Actis, oltre a costituire una boccata d’ossigeno per le imprese penalizzate dal lockdown, l’iniziativa rappresenta anche “un segnale forte che la Regione Piemonte lancia al Governo centrale affinché possa prendere esempio e replicarlo. Il Piemonte non vuole vivere di sussistenza, ma i nostri imprenditori chiedono di tornare al lavoro il prima possibile”.

Le proteste dell’M5S

Proteste sono giunte dal Movimento Cinque Stelle. “Non rinunceremo a dare il nostro contributo per rendere più ampio ed omogeneo il sostegno ai settori colpiti dal lockdown”, promette il Gruppo regionale M5S Piemonte.

“Non siamo disposti a ratificare, a scatola chiusa, decisioni prese in riunioni ristrette in cui era prevista la presenza solo di alcune associazioni di categoria mentre altre sono rimaste escluse“, fanno notare. E proseguono: “Cirio ha proposto per primo un tavolo per martedì prossimo con l’obiettivo di discutere le misure di sostegno alle categorie, nel frattempo però oggi ha illustrato scelte già prese. Ci sembra un modo inaccettabile di agire”.

Il Gruppo chiede peraltro alla Regione maggiore attenzione al tema della sicurezza dei lavoratori: “Una cosa è certa, se s’intende dare un minimo di ossigeno all’economia piemontese sarà necessario gestire con estrema attenzione il monitoraggio dei contagi e lo screening dei lavoratori esposti. Impensabile demandare questi aspetti fondamentali solo al buonsenso di esercenti ed imprenditori”, concludono.

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