Bonus occhiali, via libera allo sconto: chi può ottenerlo

L'aiuto è stata pubblicato in Gazzetta Ufficiale e potrà essere usato una sola volta per ogni membro della famiglia che presenta domanda

Era stata tra le misure pensate e accolte con maggior soddisfazione dagli italiani che però, prima di poterne usufruire, hanno dovuto aspettare qualche mese. Parliamo del bonus occhiali, o cosiddetto bonus vista, che ha ricevuto il via libera solo negli scorsi giorni dopo essere passato al vaglio del Garante della privacy dopo alcune particolari informazioni che dovevano essere fornite da parte di chi ne usufruisce.

Il via libera definitivo è arrivato grazie all’ok del Garante che ha dato il benestare per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del ministero della Salute che ne definisce modalità, destinazione e termini di utilizzo. Ma andiamo a vedere nel dettaglio di cosa si tratta.

Bonus occhiali, cos’è e chi può chiederlo

Quando si parla di bonus vista, noto anche come bonus occhiali, si fa riferimento al voucher pensato dal Governo per aiutare, attraverso un contributo una tantum, le famiglie in difficoltà. Nello specifico si tratta di una misura che mette a disposizione un aiuto di 50 euro da destinare all’acquisto di occhiali da vista o lenti a contatto correttive per tutte le famiglie che hanno reddito Isee annuale inferiore ai 10.000 euro (qui invece vi abbiamo spiegato come funziona il nuovo Superbonus).

Il contributo potrà essere richiesto una sola volta per ciascun membro della famiglia, con fitti controlli che non permetteranno di avere un bonus ripetuto per la stessa persona. Al vaglio del Garante, infatti, c’erano le richieste di fornire, oltre alla dichiarazione Isee, un set di informazioni imprescindibili come nome e cognome, codice fiscale, indirizzo mail e/o numero di telefono, ed eventuali dati anagrafici del familiare o dei familiari per cui viene fatta la domanda per evitare doppioni.

La procedura per ottenere il bonus

L’aiuto, va specificato, serve per coprire le spese sostenute tra il 1º gennaio 2021 e il 31 dicembre 2023, tramite voucher o rimborso. Nel caso in cui si optasse per il voucher, basterà fornire un documento di autocertificazione del reddito, mentre nel caso del rimborso sarà necessario fornire gli estremi del documento di acquisto, una copia digitalizzata della fattura o dello scontrino e le coordinate Iban.

Per poter fare domanda bisognerà registrarsi su un’apposita applicazione disponibile sul sito del Ministero, accedendo tramite carta d’identità elettronica (Cie), Spid o carta nazionale dei servizi (Cns). Una volta avviato l’iter di verifica dell’Inps, se viene confermata l’aderenza del candidato ai requisiti richiesti, l’indennizzo di rimborso sarà accreditato sul conto corrente del richiedente. Se il bonus è richiesto tramite voucher, quest’ultimo verrà emesso in formato digitale con apposito Qr code e sarà disponibile nell’apposita area riservata e dovrà essere utilizzato entro 30 giorni dalla data di emissione pena l’annullamento della richiesta (qui vi abbiamo parlato del bonus mobili ed elettrodomestici 2023).

Se i termini di utilizzo superano i 30 giorni, bisognerà ripetere l’intera procedura. I bonus verranno assegnati in base all’ordine cronologico di arrivo delle domande, fino all’esaurimento delle risorse annuali disponibili.

Come tutti i bonus di questo tipo, la cifra potrà essere spesa solo presso gli appositi fornitori ovvero gli esercizi commerciali accreditati che hanno accettato di aderire all’iniziativa pensata dal Governo. Per le attività interessate a entrare nella lista dei fornitori del bonus dovranno registrarsi via Cie, Spid o Cns e poi compilare un modulo con partita Iva, codice Ateco, denominazione e luoghi dove svolgono l’attività, tipologia di beni offerti e venduti. Oltre a una dichiarazione che li vincola ad accettare i buoni solo per gli acquisti previsti dalla norma, e solo per uno dei prodotti consentiti.