Bonus Inps, continua caccia ai furbetti: Tondo incassa 11mila euro. La sua difesa

La polemica sui "furbetti" del bonus Inps continua. E adesso salta fuori il nome del deputato Tondo, che prontamente si è difeso dalle accuse

Li hanno ribattezzatati i “furbetti” del bonus Inps: sono deputati, senatori e politici che – in piena emergenza Coronavirus – hanno pensato bene di richiedere aiuti allo Stato, gli stessi destinati ad aziende e lavoratori in crisi a seguito del lockdown. Da quando i primi nomi sono iniziati a trapelare, la caccia a chi ha usufruito dei bonus, pur non essendo in difficoltà, continua. Adesso è saltato fuori il nome di Renzo Tondo, deputato del gruppo misto ed ex Presidente regionale del Friuli Venezia Giulia.

A Tondo 11 mila euro di bonus, il deputato si difende: “Sono orgoglioso, soldi destinati ai miei dipendenti”

Intervistato da Il Corriere, il deputato Renzo Tondo non si è detto per niente pentito del gesto fatto. Gli 11 mila euro di bonus, ha spiegato, sono stati redistribuiti ai propri dipendenti e lui, pur essendo un politico non in difficoltà, ha preferito utilizzare così i fondi statali piuttosto che lasciarli all’Inps.

“Sono orgoglioso di quello che ho fatto. Ho preso i fondi e li ho destinati ai miei dipendenti come extra, piuttosto che lasciarli a Tridico”, ha infatti detto. Sensi di colpa? Nessuno, ha ribadito. I soldi sono stati richiesti ed utilizzati dall’attività di famiglia, una srl appartenente ai suoi figli e alla sua ex moglie di cui lui è socio al 5%. “Era nel loro diritto chiedere i contributi. Ma non li hanno usati per i loro comodi”, ha poi aggiunto Tondo in merito alla questione.

I bonus, 7 mila euro destinate alle aziende turistico-alberghiere e 4 mila euro dei fondi regionali (per un totale di 11 mila euro), sono stai utilizzati per l’acquisto di una cella frigorifera per il ristorante di uno dei suoi due alberghi in Carnia e, come ammesso da Tondo, girati in busta paga, in parti uguali, ai 13 dipendenti che risultano assunti dalla società.

Bonus Inps, la polemica travolge anche il deputato Tondo

I soldi richiesti dalla società di Tondo, quindi, sono stati redistribuiti tra i lavoratori e per l’acquisto di quello che può essere definito un bene strumentale. Eppure, come è stato fatto notare allo stesso deputato, lo scopo finale dei bonus Inps era ben diverso. Inevitabile, quindi, che la polemica dei furbetti coinvolgesse pure lui. Una situazione questa che l’ex governatore ha allora definito un “polverone“, esagerato e dettato “dalla volontà di fare propaganda a favore del referendum per la riduzione dei parlamentari” ovvero “una chiara manovra politica”.

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