Bonus medici e infermieri, lo stato blocca tutto in Piemonte: perché è a rischio

Bonus Covid a rischio in Piemonte, la Ragioneria di Stato blocca il riconoscimento per medici e infermieri

Il bonus Covid per medici e infermieri rischia di saltare in Piemonte: la Ragioneria generale dello Stato ha bloccato l’erogazione riconosciuta al personale sanitario. Il motivo? I soldi promessi sono troppi e così l’aumento in busta paga – già deliberato dalla Regione – rischia di non arrivare mai ai beneficiari.

Bonus Covid per medici e infermieri: lo stop della Ragioneria dello Stato in Piemonte

Medici, infermieri e tutto il personale sanitario impegnato in prima linea contro l’emergenza Coronavirus rischia di non ricevere il bonus Covid approvato dalla Regione Piemonte. Il riconoscimento economico che sarebbe dovuto arrivare sulle loro buste paga per l’impegno che hanno dimostrato sul lavoro, sopratutto a fronte dei rischi affrontati, non ha ricevuto l’ok della Ragioneria di Stato.

Troppi soldi, è questa la ragione che sta alla base del rifiuto: il bonus Covid per medici e infermieri non può essere erogato in Piemonte per un importo doppio rispetto a quello che riconosciuto dallo Stato centrale.

Per questo motivo è stato deciso di procedere contro la legge regionale piemontese che ha destinato le risorse aggiuntive statali (18 milioni di euro) e regionali (36 milioni di euro) all’incremento dei fondi contrattuali del personale del Servizio sanitario regionale impegnato nella gestione dell’emergenza Covid.

Bonus medici e infermieri a rischio in Piemonte: è polemica

Contro la decisione della Ragioneria dello Stato si è esposto l’assessore alla sanità Luigi Icardi, nonché coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni.

“È assurdo che la Ragioneria generale dello Stato ci contesti di aver stanziato troppi soldi e metta in discussione il sistema di ripartizione delle risorse definito con le rappresentanze sindacali dei lavoratori”, ha dichiarato Icardi.

Il Piemonte, ha poi spiegato lo stesso, deve essere “libero di premiare chi vuole e come vuole”. Pertanto, ha infine aggiunto, con l’appoggio dei sindacati dei lavoratori e rivolgendosi agli assessori alla Sanità di tutte le Regioni d’Italia, verrà chiesto allo Stato di fare un passo indietro sulla questione.

Così, mentre si preannunciano proteste e scioperi in caso di risposta negativa, Nursing Up, sindacato degli infermieri e delle professioni sanitarie, ha sottoscritto un documento condiviso con gli Ordini provinciali del Piemonte poi al presidente della conferenza Stato-Regioni, Stefano Bonaccini, e al governatore del Piemonte, Alberto Cirio.

Tra le questioni portate all’attenzione: la garanzia che vi siano “risorse economiche per il contratto della sanità finalizzate e sufficienti” per assicurare un’indennità ai professionisti del settore sanitario che hanno assistito e assistono pazienti esponendosi al rischio di contagio.

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