Congedo Covid, estensione e aumenti permessi retribuiti: i chiarimenti dell’Inps

L'Inps ha fornito istruzioni amministrative in materia di diritto alla fruizione del congedo per emergenza Covid e di permessi indennizzati

Novità per chi beneficia del bonus Covid. Con una circolare (la n.81 dell’8 luglio 2020) l’Inps ha fornito istruzioni amministrative in materia di diritto alla fruizione del congedo per emergenza Covid e di permessi indennizzati, introdotti con il decreto-legge 17 marzo 2020.

Congedo Covid, come funziona e chi ne ha diritto

Il congedo Covid è utilizzabile dai genitori lavoratori dipendenti del settore privato, dai lavoratori iscritti alla Gestione separata e dai lavoratori autonomi iscritti all’Inps. Ricordiamo che può essere fruito da uno solo dei genitori oppure da entrambi, ma non negli stessi giorni, per la cura di tutti i figli e la fruizione è subordinata alla condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa a causa del Coronavirus o altro genitore disoccupato o non lavoratore.

La misura ha introdotto un congedo indennizzato per la cura dei bambini durante il periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado. Sono anche stati aumentati i giorni di permesso retribuiti di ulteriori complessive 12 giornate usufruibili nei mesi di marzo e aprile 2020.

Il decreto-legge n. 34/2020 estendeva il periodo in cui è possibile fruire del congedo individuando un arco temporale che decorre dal 5 marzo 2020 e termina il 31 luglio 2020, superando, quindi, il precedente limite temporale del 3 maggio 2020. Un emendamento al dl Rilancio ha ulteriormente esteso il congedo al 31 agosto 2020.

È stato anche aumentato da 15 a 30 il numero di giorni fruibili dai genitori per l’assistenza ai figli durante il predetto periodo. I genitori possono dunque fruire di congedo Covid, alternativamente e per un periodo massimo (individuale e di coppia) di 30 giorni, per la cura di tutti i figli e non per ciascun figlio.

Per quanto riguarda i genitori di figli con disabilità in situazione di gravità accertata iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale, ferma restando l’estensione della durata dei permessi retribuiti, possono fruire del congedo alternativamente e per un periodo massimo (individuale e di coppia) di 30 giorni, anche oltre il limite di 12 anni di età.

Congedo Covid, come e quando presentare domanda

La domanda di congedo a partire dal 29 marzo 2020 può essere presentata da tutte le categorie lavorative individuate, per un massimo di 30 giorni nel periodo dal 5 marzo e fino al 31 luglio 2020 e può riferirsi anche a periodi di astensione fruiti prima della data di presentazione della domanda stessa, purché non anteriori al 5 marzo 2020.

Per le domande presentate prima del 29 marzo 2020 dai lavoratori dipendenti del settore privato e dal 17 marzo 2020 al 28 marzo 2020 dai lavoratori iscritti alla Gestione separata e dai lavoratori autonomi iscritti all’Inps, decisa anche la conversione d’ufficio in congedo degli eventuali periodi di congedo parentale e di prolungamento di congedo parentale, fruiti dai genitori durante l’arco temporale citato fino ad un massimo di 30 giorni. Non è possibile richiedere l’annullamento della conversione.

Se non sussistano i requisiti per la fruizione del congedo Covid si provvede alla definizione delle domande di congedo parentale originariamente richieste. Non sono nemmeno rinunciabili i periodi di congedo effettivamente fruiti, avendo esercitato il genitore, al momento di presentazione della domanda, la scelta di uno specifico titolo di assenza connesso alla finalità per la quale è stato istituito.

Come funziona se avete chiesto il congedo parentale

Per quanto concerne, invece, le domande di congedo parentale o prolungamento del congedo presentate a partire dal 29 marzo 2020 per periodi ricadenti nell’arco temporale ricompreso dal 5 marzo 2020 al 31 luglio 2020, queste non sono oggetto di conversione d’ufficio in domande di congedo Covid.

Chi avesse presentato domanda di congedo parentale o di prolungamento di congedo parentale in luogo di una domanda di congedo Covid durante i giorni di attesa della proroga della misura (ad esempio dal 4 al 19 maggio 2020) potrà presentare una nuova domanda di congedo Covid in sostituzione della precedente domanda di congedo parentale o di prolungamento di congedo parentale, senza necessità di invio di formale comunicazione di annullamento della domanda di congedo parentale o di prolungamento di congedo parentale.

In questo caso, i lavoratori dipendenti con pagamento dell’indennità anticipato dal datore di lavoro devono dare tempestiva comunicazione al proprio datore di lavoro della presentazione all’Inps di nuove domande di periodi di congedo COVID-19, in luogo delle precedenti domande di congedo parentale o prolungamento di congedo parentale, al fine della corretta corresponsione dell’indennità del congedo COVID-19 pari al 50% della retribuzione in luogo dell’indennità del congedo parentale pari al 30% della retribuzione, nonché per permettere al datore stesso la rettifica dei flussi Uniemens verso l’Istituto.

Anche i lavoratori iscritti alla Gestione separata con committente devono tempestivamente comunicare allo stesso la presentazione di nuove domande di periodi di congedo Covid in luogo di precedenti domande di congedo parentale.

Modalità di presentazione delle domande

La specifica procedura di presentazione di congedo Covid utilizza la stessa procedura di “Domanda di congedo parentale”, all’interno della quale, dopo la compilazione dei dati anagrafici dell’altro genitore, è richiesto di opzionare la scelta di presentare domanda per il congedo Covid o domanda per il congedo Covid con figlio disabile oppure se si vuole proseguire con la presentazione della normale domanda di congedo parentale.

L’utente può visualizzare la lista di tutte le domande di maternità inoltrate all’Istituto mediante diversi canali telematici (on line, patronato, Contact Center Multicanale) cliccando sulla voce di menu “Consultazione domande”. Oppure:

1) tramite il portale web, se si è in possesso del codice PIN rilasciato dall’Istituto (oppure di SPID, CIE, CNS), utilizzando gli appositi servizi raggiungibili direttamente dalla home page del sito http://www.inps.it. Gli stessi servizi sono anche raggiungibili dal menu “Prestazioni e servizi”, nell’elenco “Tutti i servizi”:

  • selezionando la lettera “M”, con il titolo “Maternità e congedo parentale lavoratori dipendenti, autonomi, gestione separata”.
  • selezionando la lettera “D”, con il titolo “Domande per Prestazioni a sostegno del reddito”, “Disabilità”;

2) tramite il Contact center integrato, sempre attraverso il PIN INPS, chiamando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori);

3) tramite i patronati, utilizzando i servizi offerti gratuitamente dagli stessi.

L’applicazione “Domande di Maternità online” prevede la voce di menu “Consultazione pratiche”: questa funzione presenta la lista di tutte le pratiche di maternità presenti nei sistemi dell’Istituto. Nella lista è specificato il tipo pratica e, cliccando sulla lente, il sistema mostra i dati riepilogativi della pratica e lo stato di lavorazione. Le pratiche per periodi di congedo COVID-19 riportano nella colonna “Tipo pratica” la dicitura “Congedo COVID-19”.

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