Bonus bici in busta paga: cos’è e come funziona

Diverse aziende stanno pensando di incentivare i dipendenti a recarsi a lavoro in bici offrendo loro un bonus chilometrico

Il bonus mobilità alternativa sta dando i frutti sperati dall’esecutivo. L’incentivo di 500 euro per l’acquisto di bici (sia elettriche sia “classiche”), monopattini elettrici, segway e altri mezzi “alternativi” che il Governo ha stanziato con il Decreto Rilancio ha infatti riscosso un immediato successo.

Nonostante il bonus non sia ancora attivo (per gli acquisti fatti dal 4 maggio in poi è possibile chiedere il rimborso della cifra spettante), la misura ha già fatto sentire i suoi effetti sul mercato delle due ruote. Secondo Piero Nigrelli, direttore del settore Ciclo di Ancma, l’associazione nazionale di Confindustria che raggruppa le aziende del settore, le vendite sono raddoppiate nel giro di un mese: solo a maggio, sono state vendute oltre mezzo milione di biciclette. E, con l’ingresso in scena di altri “attori”, è possibile immaginare che siano destinate ad aumentare ulteriormente nei prossimi mesi.

Diverse Regioni (come Lombardia, Emilia Romagna e Lazio, ad esempio) stanno mettendo in campo altri incentivi all’acquisto, mentre le aziende produttrici offrono sconti ulteriori rispetto al bonus bici governativo. Non solo: diverse aziende, per incentivare forme di mobilità alternativa, hanno deciso di ricompensare i dipendenti che si recheranno a lavoro in bicicletta.

Bonus bici in busta paga: come funziona

L’ultimo esempio di questa “nouvelle vague” è la Fantic, storico produttore di bici della provincia di Treviso. Per incentivare l’uso della due ruote, l’azienda trevigiana ha deciso di riconoscere ai suoi dipendenti un bonus di 25 centesimi per chilometro nel caso in cui compissero il tragitto casa-lavoro in bici anziché in auto. Una misura che ricalca quelle già messe in atto negli anni passati da diverse amministrazioni comunali in giro per l’Italia.

Il comune di Massarossa, in provincia di Livorno, è stato il precursore dei tempi, mentre quello di Bari ha da poco avviato una sperimentazione in tal senso coinvolgendo 250 dipendenti (e il rimborso loro riconosciuto non può superare i 40 euro mensili).

Bonus bici in busta paga: i limiti

C’è da dire, però, che una misura di questo genere ha più di qualche limite legislativo. Se fosse concesso come bonus “tout court”, infatti, verrebbe tassato alla stregua delle altre voci in busta paga e potrebbe costare all’azienda fino al doppio di quanto riconosciuto ai dipendenti. Una possibile soluzione potrebbe essere quella di far rientrare il bonus per chi va a lavoro in bici tra le misure di welfare aziendale, così da godere di una tassazione inferiore.

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Bonus bici in busta paga: cos’è e come funziona