Bollette elettriche poco chiare: l’Antitrust richiama il Parlamento

Il capo di gabinetto chiede l'intervento del legislatore per rendere più chiari i costi elencati nelle bollette elettriche

Le bollette dell’energia elettrica non sono chiarissime e costringono gli utenti a scelte non del tutto consapevoli delle spese che andranno ad affrontare. Questo, a grandi linee, il senso del messaggio di Enrico Quaranta, capo di gabinetto dell’Antitrust nel corso di un’audizione al Senato.

Il dirigente, in particolare, si riferisce alle voci che, insieme ai costi della componente energia, contribuiscono a determinare il totale della bolletta elettrica che gli utenti privati e aziendali pagano a cadenza mensile o bimestrale. Questi costi, stabiliti dall’ARERA (l’Autorità che regola il mercato energetico), hanno un peso variabile sulle fatture per l’energia elettrica, ma comunque mai inferiore al 50%. Una situazione, afferma Enrico Quaranta nel corso dell’audizione, che dovrebbe essere risolta dal legislatore, così da “facilitare” la lettura della bolletta e rendere più agevole (e consapevole) la scelta dei fornitori da parte degli utenti.

Bollette elettriche: costi “nascosti” rendono difficile la lettura

La presa di posizione del dirigente dell’Antitrust nel corso della sua audizione è stata piuttosto netta. “L’attuale struttura di costo della bolletta – ha affermato il capo di gabinetto Quaranta – determina una alterazione delle scelte dei consumatori, che devono assumere le proprie decisioni senza avere piena consapevolezza di quale sia il reale costo del servizio che stanno acquistando e dei reali vantaggi economici sottostanti la scelta di cambiare operatore”.

Un monito molto importante, soprattutto in un momento nel quale dovrebbe prendere il via la transizione verso la piena liberalizzazione del mercato energetico. A meno che non intervengano ulteriori proroghe, infatti, la fine del mercato tutelato è prevista per il 1 gennaio 2022: entro quella data tutti gli utenti dovranno scegliere uno dei fornitori disponibili sul mercato. La scarsa “leggibilità” delle componenti di costo di una bolletta, e dunque delle offerte commerciali, fa sì che le scelte degli utenti siano poco consapevoli.

Bollette elettriche: necessario un intervento del legislatore

Anche per questo motivo, il capo di gabinetto dell’Antitrust auspica un intervento legislativo che aiuti a definire in maniera più chiara quali sono gli oneri di sistema che i clienti sono chiamati a pagare in ogni fattura elettrica. La loro eliminazioni dalle voci contrattuali, sostiene Quaranta, aiuterebbe a rendere più chiara la lettura delle offerte commerciali, rendendo più semplici e consapevoli eventuali cambio di fornitore.

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