Bollette, attenzione al cambio operatore: quando si paga

Cambiare fornitore di luce e gas è una procedura semplice ma non sempre gratuita: in due circostanze è necessario pagare una certa somma

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista economico-finanziario

Giornalista specializzato in fisco, tasse ed economia. Muove i primi passi nel mondo immobiliare, nel occupandosi di norme e tributi, per poi appassionarsi di fisco, diritto, economia e finanza.

Cambiare fornitore di luce e gas è ormai diventata un’abitudine abbastanza frequente. A permetterlo è stata la liberalizzazione del mercato italiano poco più di vent’anni fa. Se da una parte la procedura è semplice e intuitiva, dall’altra non è sempre gratuita. In certi casi sono infatti previsti dei costi. Dato che a partire dal 2024 il mercato di Maggior Tutela per i clienti domestici sarà abolito e dovranno quindi tutti passare al Mercato Libero indicando l’operatore a cui affidarsi, andiamo a vedere come evitare di dover pagare oltre il necessario se si vuole cambiare subito.

In quali casi si paga il cambio fornitore di luce e gas

Normalmente il passaggio da un fornitore di luce e gas all’altro avviene gratuitamente. Pur non essendo previste penali, ci sono due casi eccezionali in cui l’utente si può vedere addebitati dei costi in bolletta. Il pagamento “extra” avviene o quando il cambiamento di operatore viene fatto a distanza di meno di un anno da quello precedente, oppure quando si sceglie di passare da un fornitore del Mercato Libero al regime di Maggior Tutela.

Nella prima circostanza l’addebito è a discrezione del singolo operatore e ammonta a circa 27 euro. Nel secondo caso è invece necessario il pagamento dell’imposta di bollo, il cui valore è di 16 euro. Non sono invece previste spese per il contatore: il passaggio non richiede alcun intervento tecnico.

Come cambiare operatore

In realtà chi decide di cambiare il fornitore delle proprie utenze deve compiere un’operazione di pochi minuti. Basta attivare il nuovo contratto indicando i dati anagrafici dell’intestatario, il codice identificativo alfanumerico che si trova nella bolletta (il Pod per l’energia elettrica, il Pdr per il gas), il proprio contatto mail o telefonico ed eventualmente il codice Iban su cui avviare la domiciliazione delle utenze.

È possibile ricevere aggiornamenti sullo stato di avanzamento del passaggio, che generalmente richiede circa un mese di tempo. L’ideale per velocizzare la pratica è presentare la richiesta entro i primi dieci giorni del mese. Se fatta successivamente, per completare il cambio occorre attendere qualche settimana in più. A occuparsi della gestione del passaggio è lo stesso nuovo operatore scelto dopo la firma del contratto. L’utente non deve inviare alcuna disdetta del precedente accordo di fornitura.

Perché può convenire il cambio di fornitori

Il motivo per cui conviene effettuare il cambio di operatori per le proprie utenze è strettamente di natura economica. Il passaggio non influenza in alcun modo la qualità di luce e gas forniti, ma può avere effetti benefici sul costo finale delle bollette. La scelta tra le numerose offerte garantite dal mercato deve infatti essere improntata sul risparmio.

Per questo motivo è sempre fondamentale confrontare le proposte delle società attive e operanti. Ovviamente occorre attivare una delle offerte che applicano un prezzo a kWh per la luce e a Smc per il gas inferiore rispetto a quello che già si paga. Altrimenti possono essere convenienti le offerte con prezzo bloccato: in questa circostanza i costi restano gli stessi per un determinato periodo, senza subire variazioni.