Maxi liquidazione per il Ceo di Boeing cacciato dopo le tragedie

Nonostante i due incidenti aerei che sono costati la vita a 346 persone, Boeing “premia” l'ex Ceo Dennis Muilenburg con una cifra monstre

Nonostante i due incidenti aerei che in poco tempo sono costati la vita a 346 persone, Boeing “premia” l’ex Ceo Dennis Muilenburg con una cifra record di 62,2 milioni di dollari (circa 56 milioni di euro).

Non si tratta di una vera e propria buonuscita, ma di azioni e benefici vari accumulati in ben 35 anni di attività dal Ceo licenziato a fine dicembre dopo le tragedie del 737 Max della Lion Air in Indonesia, il 29 ottobre 2018, e della Ethiopian Airlines in Etiopia, il 10 marzo 2019. L’aereo “progettato da clown e controllato da scimmie” come lo avevano bollato i tecnici in alcune mail interne circolate in Boeing.

Una cifra monstre per Muilenburg

Anche se Muilenburg aveva rinunciato volontariamente ai suoi bonus per il 2019 (ma nel 2018 aveva intascato circa 20 milioni di dollari, circa 18 milioni di euro), oltre ai 62,2 milioni l’ex numero uno di Boeing ha ricevuto stock options esercitabili dal 2013 per un totale di circa 18,5 milioni di dollari (circa 16,5 milioni di euro).

La notizia della cifra monstre riconosciuta a Muilenburg è subito rimbalzata sui social, provocando lo sdegno di migliaia di persone in tutto il mondo. In primis, come ovvio, quello dei parenti delle vittime degli incidenti del Boeing 737 Max, ma anche quello di personaggi pubblici influenti come la senatrice Usa Elizabeth Warren, che in un tweet ha denunciato pubblicamente Muilenburg per aver “posto il profitto prima della sicurezza di passeggeri, piloti e assistenti di volo”. Questa, ha tuonato la Warren, “è semplicemente corruzione”.

Il gravissimo scambio di mail interne

Il 737 Max dopo gli incidenti è stato messo a terra in attesa della risoluzione dei problemi strutturali, ma il punto nodale sarebbe la credibilità del colosso dei cieli Boeing. L’azienda a stelle e strisce leader del settore aerospaziale ha fornito documenti contenenti scambi di mail tra i suoi dipendenti alla Federal Aviation Administration e al Congresso Usa, che stanno vagliando il dossier del 737 Max.

Oltre agli innumerevoli sprechi di denaro e alla scelta di fornitori alquanto discutibili, le mail rivelano durissime critiche al modello di casa Boeing, e persino raggiri nei confronti delle autorità: Boeing sarebbe riuscita infatti a convincere tutti che non fosse necessario nessun addestramento con simulatori per i piloti del velivolo.

Nel febbraio 2018 un dipendente della Boeing chiese a un collega: “Metteresti la tua famiglia su un aereo addestrato con un simulatore Max? Io non lo farei”. Un messaggio al quale l’altro rispose semplicemente con un secco: “No”. In un altro messaggio si legge una frase altrettanto inquietante: “Dio non mi ha ancora perdonato per l’insabbiamento che ho fatto lo scorso anno”.

La palla passa al nuovo Ceo Calhoun

Vedremo come si comporterà ora Boeing ora con il nuovo Ceo David Calhoun, che parte con uno stipendio base annuo di 1,4 milioni (1,25 milioni di euro circa) e uno schema di incentivo a lungo termine di 26,5 milioni (circa 24 milioni di euro).

Per ora pare che non si vogliano toccare i posti di lavoro, ma la crisi di reputazione inizia a farsi sentire con i tagli che arrivano dall’indotto. Spirit Aerosystems Holdings ad esempio, il maggior fornitore di Boeing per il 737 Max, ha comunicato l’intenzione di licenziare 2.800 persone in Kansas e un altro numero non ancora precisato in Oklahoma.

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