Coronavirus, Bill Gates pronto a pagare il vaccino italiano

Il fondatore di Microsoft si dice fiducioso sull'efficacia del vaccino anti-COVID sviluppato a Pomezia

Una corsa contro il tempo. Con la pandemia di COVID-19 che continua a espandersi in tutto il mondo e mietere un numero sempre maggiore di vite, la necessità di sviluppare un vaccino efficace e nel minor tempo possibile è sempre più impellente. Sono diversi i centri di ricerca sparsi per il mondo impegnati in questa impresa, con finanziamenti da diversi governi centrali e numerose fondazioni private.

Tra queste, la Bill and Melinda Gates Foundation è una delle più attive e prodighe. Da settimane, infatti, la fondazione del fondatore di Microsoft sta supportando diversi centri di ricerca in tutto il mondo, fornendo denaro e supporto logistico e tecnologico. Il papà di Windows è tra i maggiori filantropi al mondo e, da oltre un decennio, è impegnato in diversi progetti benefici sia di carattere sociale, sia di carattere sanitario e medico. E ora si è detto pronto a investire con forza nella produzione del vaccino anti-COVID19.

Bill Gates finanzia il vaccino italiano: i dettagli

In un’intervista al Times di Londra, l’ex CEO di Microsoft ha ammesso da seguire molto da vicino lo sviluppo del vaccino italo-britannico realizzato a Pomezia (qualche decina di chilometri a sud di Roma) e in fase di test nel Regno Unito. Secondo Bill Gates, il progetto di ricerca capeggiato dalla dottoressa Sarah Gilbert dello Jenner Institute dell’Università di Oxford è uno dei più promettenti.

Se i risultati dei test dovessero confermare quelli ottenuti nei laboratori di Pomezia, allora sarà possibile iniziare la produzione di massa del vaccino contro il Coronavirus. E Bill Gates, tramite la sua fondazione, metterà a disposizione tutto il supporto di cui ci dovesse essere bisogno, sia economico sia logistico. Bill Gates, si legge nell’intervista, vuole che vengano realizzate miliardi di dosi del vaccino nel minor tempo possibile, senza che nessuno ci speculi sopra: il vaccino deve essere un “bene comune”.

Come una guerra

Lo stesso Gates, che più volte in passato aveva parlato dei pericoli connessi all’esplosione di una pandemia globale, afferma che la lotta al COVID-19 è come una guerra. Solo che, in questo caso, tutto il mondo si trova dallo stesso lato della barricata per combattere un nemico comune.

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