Benzina, il prezzo non si ferma: carburante ai massimi dal 2018

Continua la scalata del costo del carburante che arriva ai livelli record di tre anni fa

Il prezzo del carburante continua la sua impennata, arrivando a livelli che non venivano raggiunti da tre anni. Secondo le rilevazioni settimanali del ministero dello Sviluppo economico, la media nazionale per la benzina in modalità self service è di 1,65 euro al litro e per il diesel di 1,508 euro al litro.

Benzina, il prezzo non si ferma: a quanto è arrivato

Era dal novembre 2018 che la benzina non arrivava, per la precisione, a 1.649,60 centesimi, mentre per trovare il gasolio con la stessa valutazione di oggi bisogna fermarsi a giugno 2019. Gli ultimi dati resi disponibili dal Mise confermano una scalata del costo del carburante che va avanti da mesi.

La settimana precedente la benzina si attestava a 1,634 euro mentre il diesel a 1,494 euro. Ma già a inizio giugno gli automobilisti lamentavano la stangata col raggiungimento di quota 1,6 euro al litro, anche in quel caso record da luglio 2019, con il gasolio a 1,458. E ancora prima a maggio, rispettivamente a 1,588 e 1,447 euro.

Benzina, il prezzo non si ferma: le stime delle associazioni

“Oggi la benzina costa il 17,5% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre il gasolio è aumentato del +16,8%. Da inizio anno la verde ha subito un rincaro alla pompa del 14,4%, +14,2% il diesel. Tradotto in soldoni, un pieno di benzina costa oggi 12,3 euro in più rispetto allo stesso periodo del 2020, +10,8 euro un pieno di gasolio”, sono le stime del Codacons.

Gli aumenti, calcola l’associazione dei consumatori, “si registrano in occasione degli spostamenti degli italiani per il periodo estivo, e determineranno su base annua una stangata media da 295 euro a famiglia“.

Anche la Coldiretti denuncia i rincari in nome delle attività produttive: “In un Paese come l’Italia dove l’85% dei trasporti commerciali avviene per strada il record dei prezzi dei carburanti ha un effetto valanga sulla spesa con un aumento dei costi di trasporto oltre che di quelli energetici”.

“L’aumento è destinato a contagiare l’intera economia perché se salgono i prezzi del carburante si riduce – dichiarano dall’associazione – il potere di acquisto degli italiani che hanno meno risorse da destinare ai consumi”.

“Gli effetti si fanno sentire dalla spesa quotidiana alle vacanze con l’aumento dei costi per i trasferimenti per l’esodo estivo con ben un italiano su tre (33%) che ha scelto di trascorrere le ferie all’interno della propria regione” rivelano ancora da Coldiretti.

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