Assegno Unico figli, tagli in arrivo: gli esclusi da luglio e le novità 2022

Assegno Unico figli, si parte da luglio 2021 (ma non per tutti): gli esclusi e le novità 2022

La sua partenza era stata fissata a luglio 2021, dopo l’approvazione della legge delega e i continui rinvii dovuti all’emergenza Covid in Italia, ma ora l’Assegno Unico figli a carico deve fare i conti con un’altra proroga, che tuttavia non riguarderà tutti. Da quest’anno, infatti, solo alcuni contribuenti lo riceveranno. 

Assegno Unico figli a carico: Draghi conferma il rinvio

Lo ha confermato il Premier Mario Draghi durante il suo intervento agli Stati Generali della Natalità con Papa Francesco. A luglio l’Assegno Unico figli a carico sarà riconosciuto, ma solo ad una circoscritta platea di contribuenti. Per l’estensione dello stesso a tutti, invece, si dovrà aspettare gennaio 2022.

Il motivo di questo slittamento è subito stato spiegato: il contributo sarebbe dovuto arrivare alle famiglie destinatarie entro l’estate, dopo l’entrata in vigore della legge delega n. 46/2020. Tuttavia, è stato necessario prima passare da una fase intermedia, che permettesse di superare gradualmente l’attuale sistema (ovvero gli Assegni Nucleo Familiare) e le detrazioni per figli a carico già esistenti, superando in questo modo incognite e ritardi dei decreti attuativi.

Fatto ordine, il Governo farà partire a regime la misura – per tutti appunto – da gennaio 2022.

Assegno Unico figli a carico: chi lo riceverà a luglio e chi dovrà ancora aspettare

Come accennato sopra, Draghi ha comunque ribadito che l’Assegno Unico figli a carico verrà in ogni caso riconosciuto ad alcune categorie di contribuenti quest’anno.

Nello specifico, il Primo Ministro ha dichiarato che il contributo andrà – da luglio 2021 – solo a disoccupati e lavoratori autonomi. Tutti gli altri dovranno aspettare il prossimo anno, ovvero gennaio 2022.

“Al sostegno economico delle famiglie con figli è dedicato l’assegno unico universale. Da luglio la misura entrerà in vigore per i lavoratori autonomi e i disoccupati, che oggi non hanno accesso agli assegni familiari – ha spiegato – Nel 2022, la estenderemo a tutti gli altri lavoratori, che nell’immediato vedranno un aumento degli assegni esistenti”.

Per far fronte a questi interventi sono stati stanziati 21 miliardi di euro, di cui almeno 6 aggiuntivi rispetto agli attuali strumenti per le famiglie. L’assegno unico, ha concluso Draghi, ci sarà infatti anche negli anni a venire, tanto che è stato definito dallo stesso come “una di quelle misure epocali su cui non ci si ripensa l’anno dopo.”

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