L’Ue riapre le frontiere: la lista dei 15 Paesi ammessi

Tra i 15 Paesi non comunitari non ci sono gli Stati Uniti: danno di miliardi di euro per l'Italia, secondo Coldiretti

Circa 1,8 miliardi di euro in meno per l’Italia. Questa la previsione di Coldiretti, principale organizzazione degli imprenditori agricoli a livello nazionale, dopo la decisione dell’Unione europea di tenere chiuse le frontiere agli Stati Uniti. L’economia della Penisola sarà quindi costretta a rinunciare a 1,4 milioni di turisti americani abitualmente accolti durante l’estate. Inoltre, gli statunitensi sono gli stranieri più presenti tra quelli extra-Ue: in Italia spendono circa il 29% del totale dei vacanzieri non europei. A farne le spese sarebbe soprattutto il settore enogastronomico.

Sì alla Cina, no agli Usa: il voto dell’Italia

Un’analisi dura, i cui risultati sono stati resi noti subito dopo la decisione dell’Ue di riaprire le frontiere a 15 Paesi, Cina compresa, ma non agli Usa. L’ingresso ai cittadini provenienti dalle nazioni in lista sarà consentito da mercoledì 1° luglio, ma a condizione di reciprocità. L’Italia, si apprende da Bruxelles, ha votato a favore.

Riapertura frontiere, la lista dei 15 Paesi extra Ue

Ma oltre alla Cina, quali sono gli altri Paesi da cui i visitatori potranno partire per entrare nell’area Schengen? L’elenco comprende Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Corea del Sud, Thailandia, Tunisia, Uruguay.

Una nota dell’assemblea specifica che i residenti di Andorra, Monaco, San Marino e Vaticano, invece, “dovrebbero essere considerati residenti nell’Ue ai fini della presente raccomandazione”.

I criteri per scegliere questi 15 Paesi terzi sono stati in primis la situazione epidemiologica e le misure di contenimento adottate. Dovevano soddisfare alcuni criteri tra cui:

  • un numero di nuovi casi Covid-19 negli ultimi 14 giorni per 100 mila abitanti vicini o al di sotto della media Ue (così com’era il 15 giugno 2020);
  • tendenza stabile o decrescente di nuovi casi in questo periodo rispetto ai 14 giorni precedenti;
  • adeguata risposta al Covid-19 in termini di test, sorveglianza, tracciabilità dei contatti, contenimento, trattamento e comunicazione, affidabilità delle informazioni.

Come rientrare nella lista dei Paesi ammessi

Le raccomandazioni del Consiglio, comunque, non sono uno strumento giuridicamente vincolante. Pertanto saranno le autorità degli Stati membri a essere responsabili dell’attuazione del contenuto della raccomandazione.

Potranno, fanno sapere da Bruxelles, in piena trasparenza, eliminare solo progressivamente le restrizioni di viaggio verso le nazioni elencate. Comunque, uno Stato membro non potrà decidere di revocare le restrizioni di viaggio per i Paesi terzi non elencati prima che ciò venga deciso in modo coordinato. Restrizioni che potranno essere revocate o reintrodotte a seconda dell’evolvere della situazione epidemiologica del Paese in oggetto.

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