Viaggi, occhio alla beffa ipertariffazione dinamica su hotel e voli

Con lo zampino dei Big Data

L’organizzazione di un viaggio è da sempre un momento particolarmente atteso. Del resto, con la crisi che fa la parte del leone ormai da anni, sono tante le variabili da tenere in considerazione, su tutte il budget per trovare la quadra e trasformare una vacanza nel sognato viaggio perfetto.

Un tempo, bastava dunque armarsi di energia e tanta pazienza per andare alla ricerca dell’offerta migliore. Oggi le cose sembrano essere cambiate e, purtroppo, in peggio.

Si chiama “Hyper-dynamic pricing” – termine coniato da Angela Zutavern di AlixPartners nel suo libro, citato dal New York Times, “The Mathematical Corporation” – il nemico invisibile che aleggia come un fantasma pronto a farci lo sgambetto, rovinandoci la festa.  Una sorta di “fratello” maggiore, versione evoluta, del caro vecchio“dynamic pricing”:  fino a poco fa, infatti, compagnie hotel facevano riferimento al “prezzo dinamico” che a sua volta individuava le tariffe sulla combinazione della classica regola della domanda/offerta, sommando precedenti storici e  dati stagionali. Esempio: organizzare un viaggio a Natale costa di più rispetto al periodo immediatamente successivo alla fine delle feste.  In pratica, prezzi di voli e hotel dipendevano da numero di variabili gestite in parte anche dall’intervento umano. 

E proprio qui si innesca il dibattito sempre attuale sulla tecnologia, per molti alleata, per altri nemica. Diciamo che nel caso specifico tutto si può dire fuorchè ci faccia un favore. Anzi. Complici Big Data e IA – capaci di analizzare  nel dettaglio  l’attività sul web degli utenti la tariffazione dinamica è diventata iper e – sostituendosi sempre di più all’uomo – ha inglobato migliaia di variabili in grado di far cambiare i prezzi  – facendoli lievitare – più volte al giorno. 

italiani viaggiano sempre meno ma non rinunciano alla vacanza estiva – Intanto, la crisi ha ridisegnato le abitudini degli italiani anche in tema di viaggi: si viaggia sempre meno, penalizzati soprattutto i weekend (viaggi brevi) mentre una buona fetta non rinuncia alla vacanza estiva. Questa la fotografia scattata dall’ultimo report dell’Istat sul Turismo in Italia

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