Via libera al Recovery Fund, le prossime tappe: quando arriveranno i soldi?

C'è l'accordo quadro, ma mancano numeri e tempi. Per molti, un dettaglio non da poco

Nella serata di ieri, al termine di una lunga riunione, il Consiglio europeo ha detto sì al Recovery Fund,  insieme al pacchetto anticrisi abbozzato durante l’Eurogruppo composto da MES senza condizionalità, programma SURE per il finanziamento della cassa integrazione dei paesi membri e rafforzamento della BEI per l’aiuto alle imprese.

“I Capi di Stato e di Governo dell’UE hanno appoggiato le proposte dell’Eurogruppo in risposta alla pandemia da coronavirus e hanno anche concordato sulla necessità di creare un fondo di ripresa post pandemia “di dimensione sufficiente a intervenire sui settori e le regioni più colpite”. In questo ambito hanno deciso di assegnare un mandato alla Commissione europea “per analizzare l’esatto fabbisogno del fondo”. A dare l’annuncio il Presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, nel corso della conferenza stampa al termine della videoconferenza del Consiglio Europeo.

C’è, dunque, l’accordo quadro, mancano numeri e tempi. Un dettaglio non da poco. Ma già dalla vigilia era chiaro che il Consiglio Ue di ieri sarebbe stata una tappa interlocutoria e non un punto di arrivo. Il chiaro segnale è arrivato dalla decisione di non fare conclusioni congiunte, proprio per evitare di mettere nero su bianco le divergenze ancora da superare.

E se il Premier Giuseppe Conte si è affrettato ad esprimere soddisfazione per i passi in avanti e lo ha fatto in una conferenza stampa lampo per rimarcare (passaggio politico non gradito a tutti) la bontà dell’obiettivo raggiunto,  di tutt’altra opinione, come prevedibile, l’opposizione, Matteo Salvini in testa che ha parlato senza mezzi termini di sconfitta e disfatta. 

“Approvato il MES, una drammatica ipoteca sul futuro dell’Italia e dei nostri figli.
Di tutto il resto, come il Recovery Fund, si parlerà solo più avanti, ma già si delinea una dipendenza perenne da Berlino e Bruxelles”, ha scritto.

Il Ministro degli Esteri prova a vedere il bicchiere mezzo pieno anche se le sue parole tradiscono una soddisfazione a metà: “Il match è ancora in corso, ma possiamo dire di aver raggiunto un primo risultato: il Recovery Fund. Ora lavoriamo sui tempi, affinché i fondi siano disponibili da subito, per aiutare imprese, lavoratori e famiglie italiane.
C’è un’Italia da ricostruire. Solo uniti ce la faremo”, sottolinea Di Maio.

LE PROSSIME TAPPE

  • Prima data da segnare sul calendario il 6 maggio quando, come ha annunciato lo stesso Presidente del Consiglio, la Commissione presenterà il suo Recovery Fund agganciato al bilancio 2021-2027.  Il fondo dovrebbe essere di 320 miliardi di euro, raccolti grazie all’emissione di obbligazioni comuni. 
  • Entro il 1 giugno come ha annunciato Centeno dovrebbero essere, invece, operativi i tre strumenti a cui il Consiglio Ue ha dato semaforo verde: nuovi fondi Bei per le imprese (200 miliardi), nuova linea di credito del Mes senza condizionalità per coprire le spese dirette e indirette da Covid-19 (240 miliardi), il meccanismo Sure (100 miliardi), per un totale di 540 miliardi. 
  • L’11 giugno è in programma un altro Eurogruppo:  tanti i dettagli che dovranno essere definiti.
  • Data clou 18-19 giugno quando è in programma un nuovo Consiglio Ue con i capi di Stati e di governo chiamati a trovare la quadra trovare l’accordo se vogliono che  il Recovery Fund sia operativo dal primo luglio, dando seguito all’azione “necessaria e urgente” invocata a gran voce dal Premier Conte. 

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