Veneto Banca: da Berlusconi a Bettega a Vespa, le vittime vip

Non mancano i nomi noti nel crack dell'istituto di credito

Insieme a Veneto Banca affondano i suoi principali azionisti, e nella lista di coloro che hanno perso soldi non mancano i nomi noti. Non solo in Veneto, dove la concomitante crisi della Popolare di Vicenza ha comunque coinvolto le più importanti realtà economiche locali.

VENETO – Come ovvio i danni più gravi si registrano in Veneto e, in molti casi, si tratta di perdite che si vanno a sommare fra veneto Banca e Popolare di Vicenza. È il caso di alcuni big della finanza come Assicurazioni Generali che fra investimenti diretti e quelli effettuati con Toro, Alleanza e Banca Generali ha bruciato 70 milioni a Montebelluna e 40 a Vicenza. Cattolica Assicurazioni che ha dovuto spesare svalutazioni per 114 milioni sulle quote di Vicenza, Veneto Banca e San Miniato. A due milioni ammonta la perdita per la curia di Treviso, 200 mila quella di Vicenza.

VIP – Detto delle realtà territorialmente legate ai due istituti, non mancano nomi da copertina che hanno investito in azioni ed ora, chi più chi meno, si leccano le ferite. Per esempio fra i soci di Veneto Banca figura anche Silvio Berlusconi. Un investimento marginale: poco più di un milione di euro, sempre ragionando al vecchio prezzo di 40,75 euro per azione. O Bruno Vespa, il cui portafoglio valeva quasi otto milioni ed era riuscito a uscire indenne vendendo prima della crisi. Dagli ultimi aggiornamenti, si legge però su Libero Quotidiano, risulta avere ancora ventottomila azioni, per un valore che due anni fa superava il milione di euro. Oggi valgono poco e ancora meno dopo l’aumento di capitale, che si annuncia molto diluitivo. Ha perso anche Luca Zaia, presidente della Regione che, nei mesi scorsi, aveva cercato una soluzione di sistema.

Non mancano gli investimenti pesanti. Renè Caovilla, industriale delle scarpe, 7,5 milioni, Enrico Marchi, (Aeroporto di Venezia), 7,6 milioni. Gianfranco Zoppas (oltre dieci milioni), Graziano Castagner (imprenditore di Vazzola, otto milioni), Giuseppe Stefanel (5,3 milioni) e la famiglia Piovesana di Conegliano (5,1 milioni), Mario Polegato (circa 1,8 milioni).

L’onda d’urto, dal Veneto, è arrivata fino a Torino. L’ex attaccante e poi vicepresidente della Juventus, Roberto Bettega, presente in assemblea a Volpago del Montello lo scorso anno, ha in portafoglio azioni che valevano oltre un milione e mezzo di euro. Ha perso circa 53 milioni di euro la famiglia Giovannone che, attraverso la MaVa risulta addirittura essere il primo azionista privato della banca.

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