Le vendite al dettaglio restano invariate. Vanno bene i discount

Rispetto all’anno scorso non decollano i consumi. Per le associazioni dei consumatori nessun segnale di ripresa

Le vendite al dettaglio a febbraio hanno registrato una variazione nulla (dato grezzo) rispetto allo stesso mese dell’anno scorso e un incremento dello 0,1% (dato destagionalizzato) rispetto a gennaio. L’Istat rileva che le vendite di prodotti alimentari sono aumentate dello 0,3% in termini tendenziali e dello 0,2% in termini congiunturali; mentre quelle di prodotti non alimentari sono diminuite dello 0,1% su base annua e sono rimaste invariate su base mensile.

A febbraio, tra le tipologie di imprese della grande distribuzione, gli esercizi non specializzati segnano, in termini tendenziali, una diminuzione dell’0,6% e quelli specializzati un aumento dell’1,7%. All’interno dei primi, c’è una flessione dello 0,8% per gli esercizi a prevalenza alimentare e una variazione nulla per quelli a prevalenza non alimentare.
Tra gli esercizi a prevalenza alimentare il calo tendenziale più marcato (-2,2%) interessa gli ipermercati, mentre i discount di alimentari segnano un aumento dell’1,5%. Con riferimento alla dimensione delle imprese, nel mese di febbraio il valore delle vendite aumenta, in termini tendenziali, dello 0,1% nelle imprese fino a cinque addetti, resta invariato in quelle da sei a 49 addetti e diminuisce dello 0,2% nelle imprese con almeno 50 addetti.

“Continuano a pervenire segnali estremamente preoccupanti sul fronte dei consumi. Le vendite rilevare dall’Istat, a febbraio, sono rimaste invariate rispetto allo scorso anno – commentano Fedeconsumatori e Adusbef – quello che ci allarma è la contrazione registrata nel settore alimentare, soprattutto a discapito della qualità dei prodotti”. “Dati, gli ennesimi, che forniscono un quadro eloquente sulle condizioni delle famiglie e sulle prospettive economiche del Paese. Per quanto riguarda le famiglie, ad aggravare questa situazione già drammatica contribuiranno le tensioni sui prezzi registrate anche relativamente ai prodotti alimentari”. L’Osservatorio nazionale Federconsumatori ha infatti calcolato che, se non si pone rimedio all’aumento dei prezzi registrati nel settore alimentare: una famiglia media avrà ricadute pari a 27,66 euro al mese, pari a 332 euro annui.

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Le vendite al dettaglio restano invariate. Vanno bene i discount