Vaccino Covid, Europa sfida Usa e Cina: affare da 50 miliardi

Da quando il virus ha cominciato a diffondersi praticamente in tutto il mondo è scattata una vera e propria corsa per tagliare il traguardo per primi

I numeri della pandemia, almeno in Europa, sembrano dare una tregua con la fase più acuta dell’emergenza sanitaria che dovrebbe essere alle spalle. Almeno per ora. Nessuno o quasi, infatti, esclude nè conferma la possibilità di una seconda ondata.

 

Tradotto: in attesa dei mesi freddi, si continuerà a navigare a vista mettendo in atto le necessarie misure di distanziamento per evitare che il virus torni a circolare in maniera incontrollata riportandoci ai mesi drammatici di marzo e aprile. La parola magica resta comunque vaccino che dovrebbe arrivare tra 12 e 18 mesi. Questo l’arco temporale stimato da più parti.

 

Da quando SARS-CoV-2 ha cominciato a diffondersi praticamente in tutto il mondo è scattata una vera e propria corsa per trovare il vaccino in grado di mettere ko il nemico invisibile che ha contagiato nel mondo oltre 7 milioni di persone, uccidendone più di 400mila.  Uno sforzo a un ritmo con pochissimi precedenti – forse nessuno – nella storia della ricerca medica.

 

Per avere un’idea dei numeri, basti pensare che nelle scorse ore, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha censito allo stato attuale la bellezza di 118 candidati vaccini in tutto il mondo, 12 quelli in fase clinica di sperimentazione. E’ di immediata comprensione che arrivare primi vuol dire mettere le mani su un ghiotto bottino che può valere fino a 50 miliardi di euro, come quantificato da vari analisti.

 

Una partita delicatissima che Stati Uniti e Cina insieme a Big Pharma, vogliono vincere giocando d’ anticipo con Italia, Germania, Francia e Olanda che  provano a fare avanzare l’Europa e preparano lo sgambetto.

 

Nelle scorse ore, intanto, il nostro Ministro della Salute, Roberto Speranza, insieme ai suoi omologhi,  hanno scritto alla Commissione Ue e alla Presidente, Ursula von der Leyen, per aprire una seria discussione sulla necessità di allearsi per stringere accordi con le case farmaceutiche affinchè ogni Stato membro possa ricevere le dosi di vaccino che servono.

 

“Accelerare e garantire l’ accesso ai vaccini contro il Sars-cov 2 è una delle questioni più urgenti che l’ Unione europea deve attualmente affrontare”, sottolineano compatti, a capo della leadership europea.

 

Il più agguerrito “nemico” è il Presidente Trump che, pur di assicurarsi la vittoria, ha varcato persino i confini, investendo 1,2 miliardi di dollari sulla sperimentazione che lo Jenner Institute di Oxford sta conducendo con la britannica Astra Zeneca in collaborazione con  Irbm di Pomezia.

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