Vacanze, il settore degli affitti turistici si organizza per la ripartenza

Il settore, per ripartire dopo la chiusura, necessita di un ripensamento dell'offerta.

A fare le spese del lockdown, insieme ad alberghi e pensioni, è stato anche il settore degli affitti turistici. Un settore florido nel quale negli ultimi anni hanno investito molti giovani ma che ora, per ripartire dopo la chiusura, necessita di un ripensamento dell’offerta.

Un’idea dell’impatto della crisi emerge dai dati diffusi da Booking Holdings Inc. Se le stime di Wall Street avevano ipotizzato un calo del 29%, nel primo trimestre la società ha dichiarato che il numero di prenotazioni per pernottamenti in camera è calato del 43% rispetto all’anno precedente. Numeri che per quanto riguarda il mese di aprile arrivano all’85% in meno di notti prenotate. 

Mentre le piattaforme di affitti online si stanno riorganizzando per la ripartenza, gli imprenditori del settore hanno lanciato un appello al ministro dei Beni e delle attività culturali e del Turismo Dario Franceschini. “Ogni misura a sostegno delle imprese del turismo deve includere tutte le societàregolarmente operanti che raccolgono e versano l’imposta di soggiorno, quindi anche noi – ha affermato Stefano Bettanin, presidente di Property Managers Italia, Associazione Nazionale di categoria del Turismo Residenziale –.

Il turismo in appartamento o in strutture extra-ricettive negli ultimi anni ha visto un aumento esponenziale di gestori che oggi rappresentano più del 55% dell’intero comparto dell’hospitality in Italia. Eppure non vengono considerati dal governo. Non ci dimenticate perché sarebbe come dimenticare un pezzo del Paese – sottolinea Bettanin – che non tornerà se non viene aiutato ora, a danno non solo delle aziende, delle famiglie, dei lavoratori che rappresentiamo, ma di tutta l’economia italiana”. A rimetterci sono i dipendenti delle aziende che gestiscono gli alloggi, i proprietari di case ma anche i moltissimi operatori che gravitano attorno a questa attività: dalla manutenzione alla pulizia, dai servizi offerti alle visite guidate.

Secondo uno studio dell’Università Bocconi, nel mercato solo il 23% della spesa turistica è destinato all’alloggio, il resto è destinato a ristoranti, negozi, musei, noleggio auto. Se un alloggio rende in media 18 mila euro all’anno l’indotto che ricade sul territorio è quindi mediamente di 60mila euro per alloggio, per un totale di 3 miliardi di euro.

LE PROPOSTE DI AIRBNB – 
Per il settore, messo in ginocchio dall’emergenza Covi-19, si aprono, tuttavia, possibilità di ripresa che, soprattutto in vista delle vacanze estive, tengano conto delle nuove esigenze. Una su tutte sarà, per molte famiglie, la necessità di avere un alloggio adatto allo smart working. “Tutti gli operatori stanno guardando all’opportunità offerta dal mercato domestico, dal breve raggio, almeno per quanto riguarda questa estate. Sono 4,7 milioni gli italiani che hanno usato Airbnb nel 2019, anche per viaggi all’estero, e ci aspettiamo che molti di loro rimangano fedeli anche in Italia. I viaggiatori, però hanno nuove esigenze. Nella villeggiatura di prima, un genitore teneva i bambini in vacanza, l’altro raggiungeva la famiglia nel week end. Ora chi lavora da casa lo farà dalla vacanza“, spiega in un’intervista al Sole 24 Ore, l’amministratore delegato Airbnb Italia, Giacomo Trovato. Seppur timidi si possono già individuare i primi segnali di ripresa.

“Lo vediamo dal volume di ricerche in crescita – spiega Trovato –. Le ricerche sono per soggiorni a 2-4 mesi. In assenza di indicazioni più precise da parte delle autorità, gli italiani stanno cominciando a sognare, se non programmare, la vacanza estiva di luglio e agosto, con la stagione che si potrebbe allungare fino a settembre inoltrato. Chiaramente si vorrà viaggiare in sicurezza, e per molti la soluzione di una casa vacanza isolata, rappresenta la soluzione ottimale. Prima dell’emergenza il filtro di ricerca più frequentemente impostato era di gran lunga il wifi, ora è la piscina (27,6%) seguita dal permesso di portare animali (16,1%), con il collegamento Internet ora solamente terzo (13%)”.

Sono queste le nuove esigenze dei vacanzieri che, in assenza di indicazioni definitive, iniziano già a immaginare le vacanze in epoca coronavirus. In questo scenario assume grande attenzione il tema pulizia. Per questo Airbnb, con l’aiuto del Dr. Vivek Murthy, ex responsabile della salute pubblica statunitense, ha annunciato un “Programma avanzato di pulizia” pensato per per aiutare gli host a pulire in modo più efficace durante la pandemia di Covid-19 e oltre.

Gli host – spiega il Sole 24 Ore – avranno accesso a nuove linee guida dettagliate riguardo le forniture consigliate, le tecniche di sanificazione, le istruzioni per pulire stanza per stanza e altro ancora. “I proprietari che seguiranno il nuovo protocollo – afferma Brian Chesky, cofondatore e amministratore delegato di Airbnb – avranno un contrassegno apposito sulla pagina del loro annuncio, in modo che gli ospiti sappiano che si sono impegnati a seguire pratiche di pulizia e disinfezione più rigorose, compreso un intervallo minimo fra una prenotazione e la successiva”. Sempre da Airbnb arriva la proposta di “premiare gli ospiti che vorranno scommettere sull’Italia” rendendo l’offerta dei mercati di vacanza più flessibile in termini di condizioni e cancellazione.

La piattaforma sta, infatti, pensando di dare agli ospiti la possibilità di cancellare fino all’ultimo senza timore di perdere i propri soldi e offrire sconti ai viaggiatori che prenoteranno con largo anticipo (early bird) oppure su date specifiche.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Vacanze, il settore degli affitti turistici si organizza per la ripart...