Usura, 50 imprese al giorno chiudono per gli strozzini. I numeri di una piaga in espansione

La gravità del fenomeno è contenuta nei numeri forniti al "No Usura Day". E gli ultimi interventi legislativi hanno contribuito ad allargare la piaga

La crisi non è uguale per tutti. In tempi di contrazione dei fatturati, liquidità e occupazione in quasi tutti i settori produttivi c’è chi fa affari d’oro. Il “settore” in controtendenza per eccellenza è quello dell’usura, che prolifera proprio per le difficoltà economiche generalizzate. Per capirne la gravità basti pensare che è nato il “No Usura Day“, un evento, già alla sua seconda edizione, promosso da Sos Impresa-Confesercenti con la collaborazione di oltre 50 associazioni di categoria. In occasione del quale sono stati dati alcuni numeri.

In soli tre anni, dal 2008 al 2011, 190mila imprese hanno chiuso i battenti per debiti, e sono 50 al giorno quelle scomparse specificamente perché vittime dell’usura. Il fenomeno ha bruciato, nel solo 2010, circa 130.000 posti di lavoro. I commercianti coinvolti in rapporti usurai sono circa 200mila unità, ma le posizioni debitorie stimate sono più di 600mila unità. E ovviamente anche gli “strozzini” proliferano: dieci anni fa se ne contavano 25mila, ora sono oltre 40mila. E molti hanno ormai la “faccia pulita” delle società  finanziarie.

Ci si rivolge agli usurai con l’illusione di risollevarsi da una difficoltà temporanea ma quasi sempre è una scelta che si rivela fatale: nel 30% dei casi, infatti, determina la fine dell’attività. L’esproprio da parte degli usurai rappresenta il 12% del totale delle cause di cessazione di un’attività commerciale.

La legge ha allargato il campo dell’usura

Gli ultimi interventi legislativi purtroppo non hanno contribuito a limitare il fenomeno. Anzi. Il decreto sviluppo della scorsa estate ha stabilito nuovi metodi di calcolo del tasso d’interesse massimo applicabile da banche e finanziarie. In sostanza, alzando la soglia oltre la quale scatta il reato di usura:

  prima dell’entrata in vigore del decreto il tasso era considerato usurario se superava di oltre il 50% il tasso di interesse medio elaborato dalla Banca d’Italia;

  ora il tasso-soglia viene calcolato aumentando del 25% il tasso di interesse medio a cui si aggiunge un margine fisso di 4 punti percentuali (ma con una differenza massima di 8 punti tra tasso medio e massimo).

Per esempio:

 •  tasso medio per un mutuo a tasso fisso  5%
 •  tasso d’usura col vecchio metodo:  5% + (50% di 5 =) 2,5% = 7,5%
 •  tasso d’usura col nuovo metodo:  5% + (25% di 5 =) 1,25% + 4% = 10,25%

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