Urne, schede, rimborsi ai partiti… quanto costa la macchina elettorale?

Quanto ci costerà eleggere i prossimi membri di Camera e Senato? Quanti soldi usciranno dalle casse dello Stato per urne, plichi, schede, matite, scrutatori e Presidenti dei seggi, ma anche rimborsi ai partiti per la campagna elettorale?

(fonte: Teleborsa) – Domanda: Quanto ci costerà eleggere i prossimi membri di Camera e Senato? Quanti soldi usciranno dalle casse dello Stato per urne, plichi, schede, matite, scrutatori e Presidenti dei seggi, ma anche rimborsi ai partiti per la campagna elettorale?

Risposta: Poco meno di un miliardo di euro, quasi equamente distribuiti tra costo secco del ricorso alle urne e "rimborsi" ai partiti.

L’opinione pubblica, in un periodo così depresso per le finanze più spicciole, ha fame di notizie e di confronti con lo status quo della politica e con i privilegi della casta, per alimentare un confronto che goccia a goccia ha finito per squilibrare un sistema, rovesciandolo. I costi della politica sono da tempo un elemento di accese discussioni che hanno spostato il consenso popolare verso posizioni estreme e allontanato a distanza siderale i rappresentanti della "res pubblica" dalla base elettorale, perché non c’è più corrispondenza tra ruoli, funzioni e compiti dei candidati eletti e i costi pubblicamente sostenuti per la loro organizzazione elettorale. La fiamma dell’insoddisfazione popolare si ravviva quindi adesso, in prossimità scadenza legislativa.

L’articolo 5 del Decreto legge sulle "Disposizioni urgenti per lo svolgimento delle elezioni politiche nell’anno 2013", valuta la copertura finanziaria del provvedimento in 1,030 miliardi di euro da ripartire per fronteggiare le spese derivanti dalle elezioni politiche, amministrative, del Parlamento Europeo e dell’attuazione del referendum. I soldi, quindi, sono stati già stanziati per decreto e una buona parte di essi confluirà nelle casse dei partiti o per pagare la messa in moto dell’intera macchina elettorale.

Sostanzialmente le imminenti elezioni costeranno poco meno di 400 milioni di euro, con costo unitario per sezione pari a 6.300 euro, tutto compreso.

A questa cifra va poi aggiunta la più gravosa, cioè quella che riguarda il rimborso spese di pertinenza dei singoli partiti.

Le elezioni del 2008 hanno fatto rientrare nelle casse dei partiti oltre 500 milioni di euro, corrisposti in tranche annuali proporzionalmente ai voti ottenuti e ai partiti che abbiano almeno prodotto l’elezione di un candidato. I rimborsi per la tornata elettorale di questo fine settimana saranno comunque lievemente inferiori, perché nel luglio del 2012 il Governo Monti ha ridotto gli importi e fissato un tetto di spesa per tutte le campagne elettorali.

Insomma, altro che Conclave Papale, stiamo parlando e scrivendo di cifre assolutamente elevate che in questi tempi di austerity e sacrifici collettivi fanno salire la bile in corpo a ogni uomo di buon senso e buona volontà.
E se qualora, dopo il voto di questo fine settimana, non dovesse formarsi un Governo stabile, come la metteremmo? Il limone è spremuto abbastanza.

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