Un record che spaventa: in Italia 1 persona su 4 a rischio povertà

Massimo storico secondo l'analisi della Banca d'Italia. Cresce il reddito delle famiglie ma aumentano le disuguaglianze.

(Teleborsa) Numeri che fanno davvero paura quelli che raccontano la povertà nel nostro paese dove quasi una persona su quattro (23%) è a rischio. E non finisce qui: una quota così elevata non si era mai raggiunta dalla fine degli anni ’80. Un record, dunque, che ci spaventa.

MASSIMO STORICO  DAL 1989 – Lo dice l’indagine della Banca d’Italia sui bilanci delle famiglie, nel 2016 “la quota di persone a rischio di povertà è salita al 23%, un livello molto elevato” e il più alto dal 1989, anno di inizio delle serie storiche dello studio.

PEGGIO AL SUD, MIGLIORANO PENSIONATI E OVER 65 – Il rischio di povertà “è più elevato per le famiglie con capofamiglia più giovane, meno istruito, nato all’estero, e per le famiglie residenti nel Mezzogiorno. Tra il 2006 e il 2016 è diminuito solo tra le famiglie con capofamiglia pensionato o con oltre 65 anni”.

Nel caso degli immigrati l’incidenza di questa condizione è salita dal 34% al 55%, e una crescita notevole del rischio povertà si è avuta anche al Nord (dall’8,3% al 15%).

DOPO LA CADUTA LIBERA, RISALE IL REDDITO DELLE FAMIGLIE MA... – Il reddito delle famiglie italiane, aggiunge Via Nazionale, è tornato a crescere, dopo 10 anni di caduta, ma sono aumentate le disuguaglianze. Nel 2016 il reddito equivalente medio (misura convenzionale del benessere) è cresciuto del 3,5% rispetto al 2014, anno in cui era stata fatta l’indagine precedente; è rimasto però “ancora inferiore dell’11% rispetto al picco raggiunto nel 2006”.

 

TUTTO NELLE MANI DI POCHI – Il 5% dei Paperoni detiene il 30% della ricchezza italiana – Si confermano le forti disparità di distribuzione della ricchezza delle famiglie italiane. L’indagine di Bankitalia sui loro bilanci mostra infatti come il 30% di famiglie più povere detiene l’1% della ricchezza netta mentre il 5% più ricco ne controlla il 30%.

CASA, PUNTO FERMO – Gli immobili di proprietà sono ancora lo zoccolo duro della ricchezza degli italiani (è proprietario della casa in cui vive il 70% delle famiglie). Il loro valore in media è diminuito del 7% rispetto al 2014 e del 23% rispetto al 2006.

INDEBITAMENTO IN CALO – Si conferma il calo dell’indebitamento delle famiglie italiane: infatti, continua ancora Bankitalia, nel 2016 la percentuale di nuclei indebitati era scesa al 21% dal 23% di due anni prima (era il 29% nel 2008).  Un fenomeno che ha interessato soprattutto quelle famiglie con un capofamiglia senior, ovvero oltre i 45 anni: in questa fascia la quota è scesa dal 38 al 29%.

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