UE, Recovery Fund: sì all’anticipo ma serve ok a piano riforme

Proposte saranno presentate ufficialmente dal primo gennaio

Un accordo storico, un’occasione unica: per molti l’intesa raggiunta sul Recovery Fund rappresenta l’ultimo treno utile per rimetterci in corsa, insieme alla nostra economia decisamente in sofferenza.

Certo, a nostro sfavore, gioca il fattore tempo perchè è noto ormai che per mettere le mani sul ghiotto tesoretto bisognerà attendere un bel po’, motivo per il quale il MES torna periodicamente a fare capolino.

Iter piuttosto complesso con possibilità di anticipo, a patto che siano rispettate alcune condizioni.  “In linea con le conclusioni del Consiglio europeo, nel contesto del Recovery Fund (Recovery and resilience Facility), è possibile il pagamento di un pre-finanziamento del 10% del contributo finanziario per ciascuno Stato membro, con l’approvazione del piano” di riforme “e l’adozione dell’impegno legale della Commissione, posto che tutte le condizioni siano soddisfatte e tutti i passi legali siano stati completati per allora”. Lo riporta un Portavoce della Commissione europea, rispondendo sul pre-finanziamento.

 

Secondo quanto si apprende, tuttavia, sebbene tutti gli Stati membri siano stati incoraggiati a presentare i propri piani entro il 15 ottobre, per avviare uno scambio con la Commissione europea ed evitare ingolfamenti, i piani saranno considerati presentati formalmente solo dal primo gennaio.

A quel punto l’Esecutivo comunitario avrà fino a due mesi per esaminare le proposte e presentare la sua valutazione al Consiglio, per l’approvazione.

Per l’esborso del 10% occorrerà inoltre che sia concluso il processo di ratifica presso i Parlamenti nazionali e sia stata avviata la raccolta di risorse sui mercati finanziari.

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