L’UE bacchetta l’Italia: all’orizzonte manovra “monstre” da almeno 35 miliardi

C'è da fare i conti con le stime della Commissione europea e il peggioramento dell’outlook su Pil, debito e deficit

A complicare i piani dell’esecutivo, di per sè già piuttosto difficili da realizzare, ci hanno pensato per l’ennesima volta i numeri diffusi lo scorso 7 maggio da Bruxelles che, di fatto, fissano il perimetro della manovra d’autunno, un appuntamento che a questo punto diventa “caldissimo”. Una strada, quella imboccata dal Governo gialloverde, che almeno ad oggi sembra decisamente in salita visto che c’è da fare i conti con la solita “coperta troppo corta”. 

TRA IL DIRE E IL FARE C’E’ DI MEZZO IL DEFICIT – – Il nodo da sciogliere è sempre lo stesso. Da una parte gli annunci, dall’altra la loro realizzazione concreta.

Se, infatti, nel corso della campagna elettorale, tanti sono stati i temi su cui far leva, prima su tutte la Flat Tax, cavallo di battaglia della Lega e del suo leader Salvini che gioca gran parte della sua partita politica in campo fiscale, ma anche gli annunciati interventi a favore delle famiglie che completano il pacchetto, prima bisogna fare i conti con una cifra “monstre”: almeno 35-40 miliardi da trovare per recuperare le mancate correzioni del deficit degli ultimi due anni e gestire gli aumenti di Iva e accise già messi nei conti.  Lo si legge in un articolo di oggi su Il Sole 24 Ore a doppia firma, Rogari e Trovati.

Due, in sostanza, le criticità portate alla luce dalla Commissione: un debito che corre a ritmi da 1,5% del Pil all’anno e un deficit strutturale che non accenna a ridursi secondo la commissione Ue.

Ancora numeri. Scrive il quotidiano economico: “Nel 2018 invece di tagliare il deficit di 5,5 miliardi (tre decimali di Pil) lo abbiamo alzato di 1,7 miliardi (0,1%); quest’anno lo aumentiamo di altri due decimali invece di ridurlo dello 0,1% come assicurato dal governo in extremis sotto Natale. L’eredità della mancata correzione, quindi, vale da sola lo 0,7% del Pil: 12 miliardi abbondanti”.

Decisamente poco probabile che uno sforamento di questo tipo passi sotto silenzio, in barba alle regole Ue. Sullo sfondo, le ormai imminenti elezioni e la scadenza autunnale della Commissione. Per questo, la manovra d’autunno sa già di resa dei “conti”.

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