Il turismo italiano schiacciato dalla crisi

Le difficoltà economiche hanno risotto spostamenti e vacanze. Per il 2010, nonostante le ottimistiche previsioni, gli operatori lanciano l’allarme: potrebbe andare peggio dell’anno passato

Anno nero il 2009 per il turismo italiano. Il numero dei viaggi degli italiani è calato dell’8%, tra vacanze e affari, con una punta del – 8,3% nel comparto leisure (turismo d’arte, archeologico, balneare, agrituristico, religioso, ecc.) che pesa per l’86,6% sul totale. Un risultato dovuto alla flessione dell’11,6% delle cosiddette vacanze brevi, mentre quelle con almeno quattro pernottamenti tengono i livelli degli anni precedenti.

Questo quadro a tinte più che fosche arriva dall’indagine «Viaggi e vacanze in Italia e all’estero 2009» dell’Istat. A soffrire di più gli spostamenti con destinazioni italiane (-9,4%) con una contrazione particolarmente marcata nel Sud (-19,7%) dove diminuiscono sia le vacanze brevi (-25,3%) sia quelle lunghe (-17,5%). Più ottimismo per il 2010, che dovrebbe segnare un leggero recupero, secondo le previsioni dell’Istituto nazionale ricerche turistiche (Isnart) e Unioncamere.

Alla contrazione di vacanze e viaggi corrisponde un marcato calo dei ricavi di tour operator, albergatori e agenzie di viaggio che hanno registrato una perdita del 35%. Numeri giustificati dal fatto che molti operatori hanno contrastato la crisi abbassando i prezzi. Come ha spiegato Flavia Moccia, direttore operativo di Isnart, «il comparto del ricettivo alberghiero ha agito fortemente sulla leva dei prezzi abbassandoli dell’8,8%: ciò ha fatto sì che, dal -4,3% di vendite di camere che si prospettava a fine estate, si chiuda l’anno con un 3,1%». Una decisione che mantenuto alta la competitività, «ma che ha inciso sul fatturato delle imprese, con una perdita stimata sul fatturato del -11%» ha detto Coccia.

Il 2010 dovrebbe essere l’anno dello svolta, secondo le previsione dell’Isnart: ripresa dei viaggi all’estero (4,9 milioni di italiani contro i 2,6 milioni dell’anno scorso) per un totale di 14 milioni che partiranno rispetto ai 10,8 milioni del 2009. «Per le prossime vacanze – conclude Coccia – gli italiani spenderanno 11,1 miliardi di euro di cui 5,4 miliardi resteranno in Italia con una previsione di spesa media pro-capite di 647 euro».

Meno ottimisti sono gli operatori del settore.  «Il tema vero – è il giudizio di Andrea Giannetti, presidente di Assotravel – non è tanto la riduzione del numero di viaggi che è comunque preoccupante ma non quanto la flessione dei ricavi, fra il 30 e il 35%, che le nostre agenzie hanno registrato». Secondo il presidente di Assoturismo-Confesercenti, Claudio Albonetti, la crisi non è assolutamente finita: «La vera preoccupazione è come incentivare una stagione turistica estiva che potrebbe essere segnata da una ulteriore flessione rispetto al 2009». Chiede incentivi per il settore Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi-Confturismo: «Il 2009 è stato un anno assolutamente negativo per il turismo. Ci dispiace però non essere presenti mai nei settori da aiutare e sostenere».

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