Turismo: bonus vacanze flop, un italiano su due a casa

I dati Isnart-Unioncamere parlano delle difficoltà del comparto ma anche di un nuovo protagonismo dei territori

Unestate diversa che – nonostante le correzioni in corso d’opera – non può non risentire della pandemia in corso nel nostro Paese che supper in una fase decisamente meno critica che nei mesi passati, non è ancora alle spalle. Mentre, tra l’altro, nel resto del mondo. particolare tutt’altro che trascurabile, continua a marciare a passo pericolosamente veloce.

Risultato? Un italiano su due non andrà in vacanza. A scattare la non incoraggiante fotografia ci pensano come sempre i numeri. Quest’anno calano di oltre il 40% gli italiani che partiranno per le vacanze rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E dei 24 milioni di persone che hanno deciso di spostarsi, la grandissima percentuale , l’86% resterà in Italia e solo il 4,8% andrà all’estero, contro il 26% del 2019. E’ quanto emerge dall’indagine sull’impatto dell’emergenza coronavirus realizzata da Isnart- Unioncamere su un campione rappresentativo di italiani intervistati nei giorni scorsi.

BONUS VACANZE NON DECOLLA – Il Governo ci ha provato a correggere il tiro in corsa, cercando di limitare i danni, ma fin qui i risultati non sembrano essere incoraggianti. Non sembra aver centrato l’obiettivo il bonus vacanze, segnala l’indagine: solo il 7,4% ne ha usufruito, mentre il 78,3%, ovvero quasi 19 milioni di italiani, dichiara di non utilizzarlo e un 14,3% è ancora indeciso.Complici il timore del virus, la crisi economica e la mancanza di lunghi periodi di ferie, l’estate 2020si conferma all’insegna delle vacanze di prossimità.

UN’ESTATE ITALIANA – I turisti italiani, se non scelgono la propria regione, si spostano essenzialmente nelle regioni limitrofe: in Sicilia e Sardegna, per esempio, l’83e il 70 per cento di coloro che andranno in vacanza, lo faranno nella propria terra .A livello locale la regione che si preannuncia come la regina di questa particolare stagione è laSicilia, pronta ad ospitare quasi 3 milioni di turisti, registrando così un aumento rispetto allo scorsoanno quando l’isola era stata scelta da circa 2 milioni e 700 mila turisti.Seguono la Puglia e la Campania, che registrano però un saldo negativo rispetto al 2019, con,rispettivamente, -10% e -22% di vacanzieri. Anche per la Sardegna bilancio negativo, con un – 14%di turisti. Tra i cali più significativi si segnala il dato della Lombardia con addirittura 800mila turisti in meno rispetto al 2019. Non va meglio al Lazio (saldo negativo di 780mila) alle Marche (660mila) all’Emilia Romagna (640mila turisti). La paura dei contagi e una situazione economica in sofferenza sono le due principali motivazioni – espresse entrambe dal 30% degli intervistati – che terranno a casa quest’estate 21 milioni di italiani.

“In un momento così delicato per il turismo del Paese, Isnart, con Unioncamere, ha deciso di monitorare il turismo attraverso una serie di indagini periodiche per fornire agli operatoristrumenti di conoscenza utili a decidere come orientare le proprie scelte. Queste indagini, poi, nel breve periodo verranno utilizzate dal nostro osservatorio Big Data per costruire indagini predittive sulle tendenze, accompagnando quindi in maniera ancora più qualificata il sistema turismo. I risultati di quest’ultima indagine ci offrono diversi spunti di riflessione, come ad esempio, quanto sta crescendo la segmentazione del mercato, con le scelte e i comportamenti dei turisti che dimostrano di poter fare la differenza. È il motivo per cui abbiamo deciso di dedicare un focus della ricerca ai fenomeni turistici delle “tribù”, un target di turisti che hanno riti comuni, propri linguaggi e proprie regole comportamentali. I risultati di questa indagine ci parlano, tra l’altro, della crescita di chi si orienta verso una vacanza all’insegna dello sport, che significa aumento del numero degli appartenenti alla tribù del turismo attivo, cui i territori devono saper offrire risposte in termini di servizi e prodotti adeguati. Serve, allora, una nuova attenzione a questo fenomeno, sapendo che dobbiamo essere pronti a cambiare l’offerta dei territori e delle nostre destinazioni nazionali verso questi nuovi turismi e le loro esigenze” commenta Roberto Di Vincenzo, Presidente ISNART.

“I dati di Isnart-Unioncamere parlano delle difficoltà del comparto ma anche di un nuovo protagonismo dei territori che oggi sono in competizione tra loro per poter intercettare la domanda turistica, quasi tutta italiana, che sarà al centro dell’estate 2020. Gli Enti regionali sono chiamati a supportare e a dare spessore all’offerta del sistema turistico imprenditoriale in un momento così difficile: la costruzione di una collaborazione tra pubblico e privato potrà consentire,allora, di riorganizzare l’offerta turistica attraverso un approccio multidisciplinare, sviluppando nuove progettualità sostenibili e avviando programmi di destagionalizzazione dei flussi turistici. Le Regioni si stanno già attivando in questa direzione e ancor più potranno fare se verrà accolta la nostra richiesta di costituzione di un nuovo Fondo Europeo speciale per il turismo (“FEST”),articolato sul modello “FESR” e dotato di adeguate risorse da attivarsi nella Programmazione 2021-2027. Su questo un ruolo importante potrà essere esercitato dalla collaborazione tra Enti che hanno competenze sul turismo. Parlo dell’interazione tra Regioni e Camere di commercio, ad esempio, perché serve una forte incisività dell’azione territoriale per permettere alle nostre imprese e, quindi, alle nostre destinazioni turistiche, di ripartire” – conclude Mauro Febbo, coordinatore della Commissione speciale turismo della Conferenza delle Regioni e Province Autonome eAssessore Turismo della Regione Abruzzo.

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