TTIP: Brexit affonda il trattato transatlantico?

Più probabile un'area di libero scambio fra Usa e Gran Gretagna

Tra gli effetti dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea potrebbe esserci anche l’affossamento del TTIP, l’accordo transatlantico di libero scambio fra Usa e Ue che ha sollevato parecchi dubbi nell’opinione pubblica quanto negli ambienti politici europei.

Oltre al fattore tempo – occorre chiudere entro l’autunno quando in America scadrà il mandato di Barack Obama e si insedierà un nuovo presidente – ora ad ostacolare l’accordo ci sono anche questioni politiche e commerciali. A cominciare dalle lunghe e complicate trattative sulle modalità di uscita dei britannici, che peraltro vedono già una divisione tra chi ha fretta, come i francesi, e chi opta per un’uscita morbida e diluita nel tempo per evitare shock nei rapporti commerciali, ed è il caso dei tedeschi.

FRANCIA IRRIDUCIBILE – Mentre l’Italia, parole del ministro Calenda, è “pronta a firmare in qualunque momento”, la Francia continua ad essere l’avversario più irriducibile del trattato. Il premier d’Oltralpe Manuel Valls è tornato sull’argomento ribandendo che l’accordo non può essere approvato, visto che non farebbe gli interessi dell’Ue. La maggiore preoccupazione del premier francese riguarda le conseguenze che l’accordo avrebbe sulle quote latte, ossia il settore lattiero-caseario uno dei settori chiavi della Francia. “L’accordo Ttip sarebbe imporre un punto di vista che non solo potrebbe essere terreno fertile per il populismo, ma rappresenterebbe un male per la nostra economia. Ora non deve essere stipulato alcun accordo di libero scambio se non rispetta gli interessi dell’Unione Europea. L’Europa deve essere intransigente. La Francia sarà vigile. Apertamente dichiaro che ora non può esserci nessun accordo. Questo accordo sta andando dalla parte sbagliata”.

AREA USA-GRAN BRETAGNA? – L’aver lasciato l’Ue potrebbe facilmente posizionare Londra in testa verso un trattato di libero scambio bilaterale con gli Stati Uniti. Già allo stato attuale gli Usa sono il primo partner commerciale della Gran Bretagna: un quinto delle esportazioni americane nell’Ue sono dirette verso il Regno Unito così come lo sono stati, nel 2014, 588 miliardi di dollari di investimenti diretti (Fdi) Usa. I due Paesi, inoltre, sono culturalmente e politicamente più compatibili rispetto alle varie sfaccettature dei Paesi Ue.

A pensare che la Brexit possa essere l’assist che ci voleva per sbloccare un trattato di libero commercio bilaterale Usa-Uk sono diverse voci del partito Repubblicano, raccolte dal sito Wall Street Italia. Ad esempio, il senatore Johnny Isakson, membro della commissione finanze, aveva detto che il Regno Unito “è stato un grande partner commerciale per gli Stati Uniti” e che “sarebbe felice di negoziare un trattato bilaterale” che potrebbe “essere più facile” di un accordo esteso a tutta l’Unione Europea.

“Dovremmo iniziare a discutere un nuovo, moderno, trattato commerciale con il Regno Unito che non solo continui, ma espanda il livello dei commerci tra le due nazioni”, ha detto invece Kevin Brady, presidente del Committee on Ways and Means americano, pur lasciando la porta aperta al TTIP. Ancora più entusiastico è stato il commento del senatore Tom Cotton, che, a pochi giorni da referendum sulla Brexit, aveva detto che in caso di vittoria del Leave “ci sarebbe stato un nuovo trattato bilaterale” fra i due Paesi.

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