Truffe al bancomat, attenti a come vengono clonate le carte ai vacanzieri

Aumentano i casi di clonazioni di bancomat e carte di credito ai danni di turisti o vacanzieri, con metodi sempre più sofisticati e difficili da individuare.

Continuano i casi di truffe effettuate tramite la clonazione di carte di credito appartenenti a vacanzieri italiani e stranieri, in particolare nelle grandi città turistiche come Roma, Firenze e Napoli.

Episodi di questo tipo sono in aumento non solo in termini numerici, ma anche in relazione alle tecniche utilizzate, sempre più sofisticate, per cui diventa difficile accorgersene e intervenire prontamente. Il giro d’affari relativo a queste truffe è pari a circa 150 mila euro a settimana e nell’arco di un anno può arrivare a poco meno di 10 milioni di euro, trasferiti prevalentemente in paesi esteri come Belize o Giamaica.

Il meccanismo è sempre lo stesso, la tecnica più diffusa prevede l’installazione di uno skimmer, un dispositivo a batteria mimetizzato nella fessura dello sportello dove si inserisce la carta. Una volta che si procede con il prelievo il bancomat si inceppa e non vengono erogati i soldi, ma nel frattempo vengono registrati tutti i dati. Un altro metodo più innovativo è l’inserimento di un malware nelle connessioni internet delle banche, sempre più infettate da file spia, che agiscono senza lasciare traccia. Il funzionamento dell’ATM rimane inalterato e il cliente non si accorge di nulla, ma i codici e le bande magnetiche in questo caso vengono inviate direttamente via mail al truffatore, di solito all’estero, dove vengono clonate e utilizzate.

Queste due tecniche permettono a una terza persona di clonare la banda magnetica del POS. Per prelevare i soldi è necessario però anche il PIN, che si può ottenere tramite una telecamera nascosta che registra il codice digitato. Un procedimento più avanzato prevede l’installazione di una tastiera finta sovrapposta a quella presente, collegata allo skimmer, per memorizzare il codice.

È molto difficile accorgersi della clonazione del proprio bancomat, per questo nel momento in cui ci si accorge di qualche problema con il prelievo è bene insospettirsi subito e verificare che sia tutto regolare, anche e soprattutto se si è in vacanza e non si preleva dalla solita banca. Quando si viaggia può essere molto utile utilizzare una carta prepagata (ma anche in questo caso va fatta attenzione) con un importo limitato o richiedere alla propria banca di inviare un SMS ogni volta che avviene un prelievo, servizio che molti enti di credito propongono.

Spesso chi vuole rubare dei soldi dal conto fa pochi prelievi alla volta, in modo da non dare nell’occhio e da mimetizzarli tra gli altri movimenti, per cui può essere difficile accorgersene.
Una volta che si è certi della truffa, in primo luogo è necessario bloccare la carta immediatamente e denunciare quanto avvenuto alla polizia, meglio anche indicare lo sportello dove è avvenuto il prelievo. A questo punto va fatta regolare denuncia dai Carabinieri o alla Polizia, inserendo anche le  “prove” del fatto che si tratti di pagamenti anomali, ad esempio avvenuti in u altro stato, online o per beni “sospetti”. Con tutti questi documenti è possibile  richiedere alla banca il rimborso, entro massimo 60 giorni.

L’Istituto di credito è tenuto al risarcimento, in quanto depositario dei soldi del cliente a titolo oneroso, tramite apposita assicurazione. Può anche capitare che la banca stessa, se registrati dei pagamenti anomali, intervenga e decida di bloccare la tua carta o bancomat. Massima attenzione, quindi anche in vacanza ai prelievi di denaro e ai pagamenti, in attesa di strumenti più sicuri di pagamento come Paypal, Hype o altri conti online.

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