Truffa al cervellone Inps: falsificavano i voucher lavoro

Arrestati a Milano due commercialisti. truffa da oltre 3 milioni

Compensavano attraverso il modello F24 crediti di natura fiscale in realtà inesistenti perché riferiti a imprese inattive o cessate, e reclutavano stranieri e gente presa dalla strada per fargli incassare quei buoni lavoro (voucher), introdotti dalla legge Biagi. Una truffa ai danni del cervellone elettronico dell’Inps per tre milioni e 496 mila euro.

Di questo sono accusati una commercialista, Cristina Mercuri, studio nella centralissima via Torino, insieme al marito, Giorgio Di Veroli. Truffa e falso le accuse, in concorso con soggetti che dovranno essere del tutto identificati. I signori Di Veroli – si legge sulle pagine milanesi de La Repubblica – scaricavano i dati dalle società che gestivano, oppure da i complici occasionali reclutati tra i disperati, li registravano sul sito Inps come creditori di prestazioni di lavoro in realtà inesistenti.

“Una singolarità di questa procedura – sottolinea il gip nell’ordinanza -, è il fatto che l’Inps, una volta verificata la sussistenza del modello F24 e la regolarità delle comunicazioni da parte del committente, rilascia a quest’ultimo le credenziali per poter operare direttamente per via telematica”.

Ad accorgersi del meccanismo, le indagini affidate al Nucleo di polizia tributaria e alla sezione di pg della Guardia di finanza. Solo a 17 persone – secondo la relazione degli investigatori – “veniva attribuita la riscossione di voucher per complessivi 1 milione e 109 mila euro”. Di Veroli è riuscito – sempre secondo i magistrati – anche a speculare sulla morte della madre, creando una posizione pensionistica con un credito nei confronti di Inps di 700 mila euro. Denaro regolarmente in cassato dopo il 19 ottobre scorso, quando la madre di Di Veroli, era deceduta.

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