È troppo ricco: lo Stato nega l’indennizzo al ragazzo ucciso

Guadagnava troppo, niente risarcimento per la famiglia di David Raggi, ucciso a Terni da un immigrato clandestino

David Raggi era un ragazzo 27enne di Terni. Viveva nella sua città in Umbria fino a quando un immigrato clandestino lo ha sgozzato. Un anno dopo la sua morte, i famigliari hanno scoperto di non avere diritto ad alcun indennizzo di quelli previsti dal fondo statale istituito per le vittime di reati intenzionali e violenti.

Il motivo? David aveva un reddito da 13.500 euro. Troppo, perché la normativa prevede come tetto massimo per poter accedere al fondo quella degli 11mila e 500 euro. Insomma, il 27enne era troppo ricco per lo Stato italiano.

IL TETTO AGLI INDENNIZZI – “Limitazione gravissima e incostituzionale”, così la definisce il legale della famiglia. A stabilire il tetto è la legge 122 approvata lo scorso 7 luglio, che recepisce – con 12 anni di ritardo – la direttiva europea del 2004 che ha imposto agli Stati membri di risarcire le vittime di reati violenti “nei casi in cui l’autore sia rimasto sconosciuto, si sia sottratto alla giustizia o non abbia le risorse per risarcire la vittima o – in caso di morte – i familiari”. Tra le condizioni per l’accesso all’indennizzo, la legge specifica però che “la vittima debba essere titolare di un reddito annuo, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a quello previsto per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato”. Che, tradotto, significa che non viene indennizzato chi ha un reddito superiore a 11.500 euro.

FONDO INSUFFICIENTE – Per il legale della famiglia la nuova legge presenta un’anomalia, relativa all’entità del fondo. “Quest’ultimo – spiega – è stato accorpato al già esistente fondo per le vittime dei reati di mafia, estorsione ed usura, con un’integrazione di appena 2 milioni e 600 mila euro l’anno. Si tratta di una cifra insufficiente a soddisfare tutte le richieste e, tra l’altro, al momento non ci sono previsioni né sull’entità dell’indennità, né sulle modalità e i tempi di erogazione. È quindi un fondo che di fatto non risarcirà nessuno, un’elemosina e una presa in giro“.

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