Troika e prelievo forzoso fanno paura. In fuga dall’Italia 67 miliardi

Deflusso allarmante fra agosto e settembre. E' sfiducia nei confronti della nostra economia?

Mentre il governo annuncia la svolta con Jobs act e legge di Stabilità, l’Italia fa registrare una preoccupante fuga di capitali. Fra agosto e settembre, infatti, ben 67 miliardi di euro hanno lasciato il Belpaese, un dato allarmante non solo per la perdita secca di investimenti e valuta, ma anche e soprattutto perchè potrebbe essere il segnale che la nostra economia non ispira la necessaria fiducia e che molti investitori vedono la possibilità di un commissariamento dell’Italia con l’arrivo della Troika Bce-Ue-FMI.

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LA FUGA –
Il sistema Target 2 della BCE, che monitora i rapporti di credito-debito tra i paesi membri dell’Eurozona, ha registrato per il mese di agosto un deflusso di capitali dall’Italia di 30,3 miliardi. A settembre, il dato è peggiorato: -37 miliardi. In soli due mesi, l’Italia ha visto fuggire capitali, quindi, per oltre 67 miliardi. Si tratta dei dati peggiori dai tempi nerissimi della crisi dell’euro, quelli compresi tra la metà del 2011 e la metà del 2012, quando i mercati finanziari scommettevano sull’imminente scomparsa della moneta unica. Questa volta, però, c’è una peculiarità tutta negativa per l’Italia: siamo l’unico paese a registrare i deflussi di capitali. Grecia, Portogallo, Spagna e gli altri membri dell’Eurozona hanno mantenuto i saldi quasi invariati.

RECESSIONE CONTINUA – E del resto i dai Istat confermano la recessione italiana anche nel secondo trimestre. Ad aprile-giugno, afferma l’Istat, il Pil italiano è diminuito dello 0,3% rispetto allo stesso periodo del 2013 e dello 0,2% nel confronto con gennaio-marzo. Questi dati sono coerenti con il nuovo sistema di calcolo ‘Sec 2010’ e mostrano un peggioramento rispetto alle stime diffuse a fine agosto, che avevano come riferimento i conti in Sec 1995 e indicavano un calo del Pil dello 0,2% sia congiunturale sia su base annua.

GRILLO – Durante la kermesse del M5s al Circo Massimo l’attenzione degli osservatori è stata focalizzata sulla proposta dell’ex comico di un referendum per l’uscita dall’euro, mentre è passato inosservato l’appello a vendere le obbligazioni bancarie e a non tenere in banca conti sopra i 100 mila euro, sostenendo che l’Italia starebbe fallendo. Molti lo hanno inteso come pura e semplice propaganda, altri come la boutade di chi frequenta i palazzi della politica e conosce dinamiche e situazioni sconosciute all’opinione pubblica. Quel che è certo è che 67 milioni usciti dal Paese non sono un buon segnale.

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