Tria allontana lo spauracchio Spread e assicura: “Rispettare i patti UE e calerà”

Intanto nel Governo infuria una nuova polemica: "Conte non più super partes", il leghista Giorgetti "scarica" il Presidente del Consiglio

Negli ultimi giorni si è tornati a parlare con un certo allarmismo di spread che aveva sfondato il tetto dei 290 punti, segnalando un aumento dei rischi del sistema Italia dinanzi alla comunità internazionale.

LA RICETTA DI TRIA – “Nel Def è scritta nero su bianco la volontà dell’Italia di rispettare gli impegni presi sul contenimento di deficit e debito. Vale questo. E alla fine lo spread non potrà non tenerne conto”.

Questa la ricetta del Ministro dell’Economia, Giovanni Tria che in un’intervista al QN ha assicurato che il Governo farà tornare i numeri e che non bisogna tenere conto dei toni accesi degli ultimi giorni, dovuti al clima da campagna elettorale. Ammettendo anche che “il nostro spread è oggettivamente eccessivo rispetto sia a quello di altri Paesi dell’euro sia rispetto ai fondamentali sottostanti dell’economia italiana”.

Pur non nascondendo che – in assenza delle “riforme indispensabili per ritrovare alti livelli di produttività e competitività che sono il motore di una crescita robusta e l’unica chiave davvero efficace per risolvere tutti i problemi attuali del nostro Paese” – saranno necessari nuovi sacrifici, Tria ha ribadito che il debito dell’Italia “è sostenibile”.

La chiave per Tria è recuperare la fiducia dei mercatinelle prospettive del Paese, nella credibilità della sua classe politica e nella stabilità delle sue scelte di politica economica”. “Ci vuole – ha proseguito – una sorta di chiamata alle armi per creare le condizioni per restituire all’Italia il posto che le spetta in Europa e nel mondo”. Per riuscirci il Ministro ha auspicato un intervento europeo volto ad abbattere “i troppi steccati nazionali e deflazionistici”.

NUOVO SCONTRO NEL GOVERNO: IL LEGHISTA GIORGETTI SCARICA CONTE – Intanto,cresce l’attesa per la convocazione ufficiale del consiglio dei ministri, che sarebbe teoricamente in programma per oggi. Una riunione che si preannuncia molto tesa, dopo l’ennesima polemica tra Matteo Salvini e i colleghi pentastellati per lo sbarco in diretta tv dei migranti dalla Sea Watch a Lampedusa.

“Conte ha cercato e cerca di interpretare un ruolo di mediazione che non può essere solo quello dei buoni sentimenti. La sensibilità politica lui non ce l’ha e quando lo scontro si fa duro ed è chiamato a scendere in campo fa riferimento alla posizione politica di chi lo ha espresso. Lui non è una persona di garanzia. E’ espressione dei Cinque Stelle”.

Questa l’accusa tutt’altro che felpata del Sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti, il quale ha anche ribadito che “la situazione non può durare in eterno”.

“Noi vogliamo andare avanti con questo governo, ma bisogna abbassare i toni”, replica il vicepremier Luigi Di Maio. E oggi c’è un Consiglio dei ministri che somiglia sempre di più a resa dei conti finale tra i due alleati.

SLITTA IL CdM? – Proprio per questo, si fanno sempre più insistenti le voci secondo le quali il Premier Conte sarebbe pronto a far slittare il CdM a dopo le Elezioni europee quando le schermaglie da campagna elettorale saranno ormai solo un ricordo e il quadro generale sarà più chiaro. 

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