Trasporto pubblico, mobilità dolce e ingressi a scuola scaglionati: Governo studia ripartenza

Tante ancora le incognite quando manca un mese alla ripresa della scuola e delle attività lavorative

L’obiettivo, ampiamente dichiarato, è favorire la “mobilità dolce e sostenibile” per alleggerire il più possibile il peso della circolazione su mezzi pubblici e privati, specie in vista dei mesi autunnali con la Spada di Damocle di una seconda ondata sulla testa.

Attesa per la fine del mese il rilascio dell’app Bonus bicicletta 2020 che consentirà di fruire dell’agevolazione per chi ha intenzione di acquistare una bici o un monopattino elettrico

A CHI SPETTA – Secondo il decreto Rilancio 2020, il bonus spetta a tutti i maggiorenni residenti nei capoluoghi di Regione (anche al di sotto dei 50.000 abitanti); a coloro che vivono nei capoluoghi di Provincia (anche al di sotto dei 50.000 abitanti); nei Comuni con popolazione superiore ai 50.000 abitanti; nei Comuni delle città metropolitane anche al di sotto dei 50.000 abitanti.

COME FUNZIONA – Disponibile dal 4 maggio, il bonus permette di scontare del 60% il prezzo dei mezzi. Il tetto massimo riconosciuto è di 500 euro. Ne hanno diritto coloro che acquistano biciclette tradizionali, a pedalata assistita e a chi acquista veicoli per mobilità personale elettrici e monopattini.

Come detto, si aspetta il rilascio dell’app Bonus bicicletta 2020 per fine agosto. Fino a quel momento, il rimborso è diretto. Il beneficiario deve conservare la fattura o scontrino parlante da inviare poi tramite app.  Una volta operativa l’app, il venditore applicherà lo sconto direttamente a fronte di un buono spesa digitale generato tramite applicazione web dal beneficiario.

Intanto, in vista dell’ormai imminente ripresa di scuole e attività a settembre, cresce la preoccupazione delle Regioni.

“A settembre il trasporto pubblico sarà ai livelli precedenti l’allarme Covid”. A garantirlo il Ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, nel corso dell’incontro con i rappresentanti delle Regioni e dei Comuni. Quando manca un mese a riapertura delle scuole e ripresa a pieno ritmo delle attività lavorative, esecutivo e Enti locali hanno fatto il punto su un tema a dir poco spinoso.

Le Regioni, infatti, hanno espresso con i Comuni “forte preoccupazione”. Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni, ha spiegato: “Dobbiamo trovare le soluzioni possibili che consentano la gestione dei servizi in un periodo in cui dovremo convivere con il contenimento del virus. E dobbiamo fare presto, per questo abbiamo dato la nostra massima disponibilità sin dalle prossime ore a trovare una soluzione condivisa” che deve arrivare – ha sottolineato – “all’inizio della prossima settimana perché i tempi stringono davvero”.

Divisori in plexiglas ai lati delle sedute tra i passeggeri sui bus extraurbani e treni regionali affinché tornino a pieno carico, mascherine per tutti i passeggeri, turnazioni per gruppi scaglionati di alunni in orari diversi, che in alcuni casi potrebbero anche anticipare l’entrata negli istituti.

Queste le richieste delle Regioni con i Governatori che puntano ad ottenere una deroga al distanziamento e al limite del 60% di passeggeri, per permettere a bus e convogli regionali di tornare a viaggiare sfruttando la normale capienza consentita pre-Covid.

Il tempo stringe, ma si naviga ancora a vista. Nei prossimi giorni, infatti, Regioni, Province e Comuni predisporranno un tavolo con il Ministero del’Istruzione dove proporre, per far fronte alle esigenze del Tpl, una modifica dei tempi di entrata nelle scuole nell’arco di fasce orarie comprese tra le 7.30 e le 9.30 per le scuole secondarie (medie e superiori) e – dove necessario – maggiori linee bus nelle fasce orarie di entrata e uscita dagli istituti, tra le 7.30 e le 9.30 e tra le 13.00 e le 15.00.

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