L’annus horribilis del trasporto aereo, prospettive in peggioramento

Tra restrizioni, cancellazione dei voli e quarantene per chi rientra dall'estero, viaggiare è diventato un incubo piuttosto che un momento di relax. E intanto c'è chi progetta l'aereo (post Covid) del futuro.

L’estate 2020 sarà una stagione da dimenticare e dominata dallo spettro del coronavirus. Tra restrizioni, cancellazione dei voli e quarantene per chi rientra dall’estero, viaggiare è diventato un incubo piuttosto che un momento di relax.

Il calo generale dei passeggeri aerei nel 2020 potrebbe risultare dunque più negativo di quanto prospettato da IATA, che aveva indicato un calo del 55% e un ritorno ai livelli pre-Covid non prima del 2024. Secondo l’associazione internazionale delle compagnie aeree “le persistenti restrizioni ai viaggi e le preoccupazioni per una seconda ondata di Covid-19 intaccano le prospettive di ripresa per il settore“.

Nonostante i voli e il traffico passeggeri siano aumentati nelle ultime settimane, i numeri non garantiscono ancora quel rimbalzo tanto sperato dalle compagnie aeree che contavano nella cruciale stagione estiva per sancire la ripresa. Gli ultimi dati di traffico dimostrano, infatti, come il settore sia ancora lontano dalla normalità e difficilmente si tornerà ai livelli del 2019 prima del 2023. Secondo un report di Morgan Stanley, la ripresa potrebbe consolidarsi nella seconda metà di quest’anno e nel 2021, ma la capacità rimarrà ancora sotto del 28% rispetto ai livelli del 2019. Più negativa l’agenzia di rating Standard & Poor’s che prevede un crollo del traffico passeggeri fino al 70% quest’anno e un ritorno ai livelli del 2019 non prima del 2024.

Le compagnie low cost stanno rialzando la testa – Per le grandi compagnie di bandiera, non è ancora un buon momento, mentre a rialzare la testa più rapidamente del previsto, a giudicare dai numeri, sono i vettori low cost. Come Ryanair con 1.875 collegamenti giornalieri al 9 agosto, seppure siano numeri ancora lontani da quelli del 2019 (2.653). Segue a ruota easyJet con 1.129 voli (1.938 nel 2019), poi, Turkish airlines con 644 voli (1481 nel 2019) e la low cost ungherese Wizz Air con 533 voli (692 nel 2019).

Intanto, uno studio di design inglese PriestmanGoode, ha immaginato i cambiamenti da introdurre a bordo degli aeromobili nell’era post-Covid. Attenzione focalizzata su igiene e distanziamento con sedili che cambiano colore dopo essere stati puliti, divisori dietro ogni fila di posti, luci ultraviolette per annientare germi e possibili particelle di virus. Tra le altre innovazioni, configurazione con sedili sfalsati per permettere ai passeggeri di stare seduti da soli o in coppia o in gruppo e schermi divisori alla fine di ogni fila di sedili. Niente più schermi sui sedili, lasciando che film e musica sia disponibili sui dispositivi personali. Via anche i tavolini richiudibili, sostituiti da vassoi forniti direttamente dagli assistenti di volo nel momento del pasto e poi riconsegnati per essere ripuliti. Così come non ci sarà più la tasca in tessuto con riviste e brochures, mentre le istruzioni sulla sicurezza saranno stampate direttamente sul sedile di fronte.

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