Trasporti, Italia al collasso. E nei programmi elettorali poca attenzione alle infrastrutture

Per la crisi un italiano su due abbandona l'auto ma il 70% degli investimenti negli ultimi anni è andato alle strade. E ora la rete ferroviaria rischia il default

L’Italia sta perdendo il treno. La mobilità nel nostro paese è sull’orlo del default e la crisi rischia di darle la spallata definitiva. A fronte dell’aumento dei prezzi della benzina nell’ultimo anno il 52,2% degli italiani ha ridotto l’uso dell’auto e si è spostato sempre di più sul trasporto pubblico. Generando, su una rete già insufficiente, una situazione al limite della sostenibilità, specialmente nelle grandi aree metropolitane.

E’ il grido d’allarme lanciato dall’Osservatorio Eurispes sulla Mobilità e i Trasporti che nell’imminenza delle elezioni ha scritto una lettera aperta alla forze politiche. Nei programmi elettorali, infatti, il tema della mobilità sembra piùttosto trascurato. Secondo Il Sole 24 Ore l’attenzione alle infrastrutture è modesta e generica e si concentra per lo più sulle grandi opere – Tav sì o no – dimenticando in molti casi i piccoli interventi strutturali. Insomma non c’è una vera svolta.

Dieci anni di finanziamenti
al trasporto su gomma

Tre milioni di pendolari ogni giorno usano treni e mezzi pubblici – si legge nella lettera di Eurispes – ma la politica nazionale dei trasporti continua a scommettere sulla strada. Secondo quanto emerge da un recente studio di Legambiente, negli ultimi 10 anni il 71% dei finanziamenti della Legge obiettivo (la legge n. 443 del 2001 sulle modalità di finanziamento delle grandi infrastrutture nel decennio 2002-2013) sono stati destinati alle strade e autostrade e solo il 15% alle ferrovie e il 14% alle reti metropolitane.

Uno spread enorme con gli altri paesi soprattutto per il trasporto urbano. Le altre grandi città europee hanno in media 54 km di rete metropolitana, in Italia la media crolla a 20 km. La sola Madrid con i suoi 230 km di metropolitana supera l’intera rete di metropolitane del nostro paese.

Un sistema vicino alla necrosi

"Il sistema dei trasporti per una nazione – sostiene Carlo Tosti, direttore dell’Osservatorio dell’Eurispes – può essere paragonato al sistema circolatorio del corpo umano. Se in alcune aree il sangue smette di circolare la parte va in necrosi. Questo è quanto sta accadendo nelle aree urbane e sub-urbane del nostro paese. Quindi, vista anche l’attuale situazione economica, elaboriamo pure progetti grandiosi per i prossimi decenni, ma interveniamo subito nelle aree a maggior densità di traffico che interessano ogni giorno la vita della quasi totalità della popolazione attiva. (…) È un tema fondamentale per l’economia del Paese, in termini di ore lavorative perdute, consumi di carburante, inquinamento e, in sostanza, di miglioramento dell’indice di qualità della vita dei cittadini".
 

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