Trasferimento del mutuo, tutti i trucchi delle banche per impedirlo

Spese di vario genere, vincoli temporali o di capitale residuo. Per le banche italiane la piena portabilità del mutuo resta un miraggio

Concorrenza, questa sconosciuta. Una parola che le banche continuano a far finta di non conoscere. Lo dimostrano le difficoltà che ancora incontra, a tre anni dalla legge Bersani del 2007 che introduceva la portabilità (gratuita), chi vuole trasferire il proprio mutuo presso un’altra banca con condizioni più vantaggiose.

Non contente di avere spread (il margine aggiuntivo sul tasso base Euribor o Bce) che arrivano al 3%, tra i più alti in Europa, le banche italiane mettono ancora troppo spesso i bastoni tra le ruote ai loro clienti che chiedono la “surroga” del mutuo. La surroga è un operazione con cui si sposta il mutuo presso un altro istituto di credito senza estinguere l’ipoteca e accenderne una nuova, e quindi senza costi di notaio o di altro genere, ma solo permettendo alla nuova banca di sostituirsi alla vecchia nel contratto.

Da un’indagine di Altroconsumo su 181 agenzie dei maggiori istituti di credito in 9 città italiane emerge una situazione ancora piuttosto sconfortante. I modi di “dissuadere” il cliente sono ancora tanti. Ecco i più frequenti.

Surroga sì ma solo a pagamento

In 15 casi non è stata fatta nessuna offerta di surroga e in altri 9 sportelli hanno proposto la sostituzione al posto della surroga. Ma attenzione: non sono la stessa cosa. Con la sostituzione infatti si estingue il mutuo vecchio e se ne fa uno nuovo, con tutte le spese che ne conseguono a carico del cliente. Una soluzione che va solo a vantaggio della banca.

Le altre 157 agenzie (l’87% del campione) contemplano la possibilità di surroga ma pongono diversi ostacoli all’effettiva possibilità di ottenerla. Innanzitutto rendendola onerosa, cioè facendo pagare quello che per legge dovrebbe essere gratuito:

  in 59 casi è stata chiesta la sottoscrizione di una nuova polizza vita per il mutuatario (o polizza incendio per l’immobile) anziché il semplice cambiamento del beneficiario in caso di morte dell’assicurato (la banca);

  in 17 casi sono state chieste spese di perizia e istruttoria (anche se per definizione la surroga non prevede un nuovo contratto);

  in 7 casi sono state chieste spese bancarie che dovrebbero essere rimborsate dopo la concliusione della surroga.

In tutti questi casi viene violata la legge, che stabilisce a carico del cliente solo 35 euro di tassa ipotecaria per l’iscrizione della surroga nei registri immobiliari.

Limiti illegittimi

In altri 44 istituti le limitazioni alla surroga non sono di tipo economico ma “regolamentare“. Ad esempio la trasferibilità è vietata se il capitale residuo è inferiore a una determinata cifra (che varia dai 30mila a 100mila euro a seconda delle banche) o se la durata residua è inferiore a 5 o 6 anni. O anche se il mutuo è iniziato da meno di un certo numero di mesi (da 6 a 36). Ma sono tutte limitazioni vietate dalla legge per le quali Altroconsumo invita a fare una segnalazione all’Autorità antitrust.

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