Tra Conte e Recovery Fund c’è ancora di mezzo il MES

Al netto delle dichiarazioni spesso di facciata,  il fantasma del Mes continua a fare capolino, pronto ad agitare i sonni del Presidente del Consiglio e dell'esecutivo

Neanche il tempo di tirare un sospiro di sollievo per il buon risultato ottenuto in Europa sul Recovery Fund ed incassare gli applausi e gli elogi  del presidente della Repubblica, dei leader della maggioranza e persino di una parte dell’opposizione, per il Premier Conte è già tempo di pensare ad un’altra grana. 

Dopo lo storico Consiglio europeo di Bruxelles, durato più di quattro giorni e quattro notti al termine del quale è arrivata la fumata bianca,  proprio in questi minuti il Presidente del Consiglio riferisce alle Camere sull’esito del vertice Ue dedicato al Recovery fund.

A Palazzo Madama, Conte – accolto dagli applausi dai banchi della maggioranza, ha esordito con queste parole: “Si è trattato di un vertice straordinario anche in termini di complessità. L’intesa raggiunta rappresenta senza dubbio un passaggio fondamentale che ci spinge ad affermare che l’Ue è stata all’altezza della sua storia. Un intenso impegno politico e diplomatico iniziato ben prima del vertice ha consentito di vedere confermato il volume complessivo della proposta: 750 miliardi di euro, quindi la proposta è rimasta integra”.

 

Per l’Italia dunque 209 miliardi, ma particolare non trascurabile i fondi saranno disponibili solo dal 2021. Troppo tempo per togliere definitivamente dal campo l’odiato MES anche se il Premier resta freddo, pronto a sganciarlo prima possibile. Del resto, il Presidente del Consiglio non ha mai nascosto (anzi) che la priorità è e resta il Recovery Fund e un eventuale ricorso al Fondo Salva Stati potrebbe rivelarsi un boomerang, anche e soprattutto politicamente.

Al  netto delle dichiarazioni spesso di facciata,  il fantasma del Mes, però, continua a fare capolino. Lo stesso Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha messo già le mani avanti: “Una linea di finanziamento decennale a tassi vicini allo zero, attivabile immediatamente e priva di alcuna condizionalità se non quella dell’utilizzo delle risorse per far fronte alle spese sanitarie dirette e indirette e a quelle di prevenzione del contagio, è una cosa positiva che di per se concorre a rafforzare la stabilità e la fiducia. Valuteremo insieme l’opportunità di un suo eventuale utilizzo″.

In pressing, Partito democratico e Italia viva, da sempre favorevoli. C’è, invece,  da superare lo scoglio Cinquestelle ed è su questa linea che potrebbe consumarsi il prossimo scontro. 

 

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Tra Conte e Recovery Fund c’è ancora di mezzo il MES