Tra consumivori ed ethical chic. La nuova mappa dei consumatori

Le nostre abitudini e pulsioni di acquisto analizzate e classificate da una ricerca dell'Ipsos. Per capire a che tribù apparteniamo

“Il marketing è l’apostrofo d’oro tra le parole ‘quant’è?'”. Una definizione appropriata – di un uomo di marketing – che la dice lunga sul rapporto tra consumo e denaro. Un rapporto che non è sempre scontato e univoco. Perché, come abbiamo visto, la riduzione della capacità di spesa di molte famiglie in questi ultimi anni di crisi economica ha cambiato ma non sempre impoverito i consumi.

Un’ulteriore conferma viene dalla mappa dei nuovi consumatori tracciata dall’Ipsos nell’edizione 2010 dell’Osservatorio sullo stile e sulle tendenze di consumo degli italiani. Forse non lo sapete ma quando vi trovate davanti a un bancone del supermercato qualcuno vi sta classificando. Per inserirvi in una “tribù” Ecco le cinque individuate dall’Ipsos. Si dividono la torta in parti piuttosto uguali. In quale vi riconoscete?

I disincantati

Sono caratterizzati da comportamenti e atteggiamenti decisamente pragmatici e tendenzialmente “laici” nei confronti della vita e quindi anche dei consumi. Sono soddisfatti della propria condizione e mostrano un certo “disincanto” verso la realtà. Non pensano che i loro acquisti possano cambiare in meglio o in peggio la loro vita e il mondo.
Sono il 16% del campione.

Le frasi-tipo: “Non ho in casa prodotti inutili”
“Non sto attento alle offerte speciali e non cerco di fare economia”
“Non mi interessa leggere gli ingredienti dei prodotti che acquisto”.

Gli ethical-chic

Hanno un atteggiamento ambivalente verso gli acquisti, a metà tra edonismo e senso di colpa. Non sono  particolarmente preoccupati dell’aspetto economico e spesso si lasciano indurre in tentazione, salvo farsi prendere poi dal rimorso. Per combatterlo valorizzano al massimo gli aspetti etici e sostenibili del proprio consumo.
Sono il 17% del campione.

Le frasi-tipo: “Acquistare un prodotto biologico mi fa sentire soddisfatto”
“Preferirei avere meno soldi ma più tempo libero”
“Dovremmo consumare tutti meno per vivere meglio”

I “vorrei ma non posso”

Sono quelli che stanno alle “regole del branco”. Il loro habitat naturale è il centro commerciale o il discount. Hanno comportamenti di emulazione e si conformano alle principali tendenze d’acquisto, ma  sono costretti a tenere conto dell’aspetto economico e per questo sono molto soggetti alla frustrazione.
Sono il 19% del campione.

Le frasi-tipo: “Quando posso mi piace fare acquisti in un centro commerciale”
“Sto molto attento agli sconti e alle offerte speciali”
“Guardando in casa mi sembra di aver comprato tante cose inutili”.

I consumivori

Sono gli onnivori del consumo. Annusano, cercano, “spulciano”. Ovunque, qualunque cosa, di qualsiasi natura. Sono legati ai marchi consolidati ma anche interessati alle novità commerciali e spesso sono “pionieri” nell’acquisto. Comprare è la loro principale fonte di appagamento.
Sono il 24% del campione.

Le frasi-tipo: “Quando vedo un nuovo prodotto mi interessa provarlo”
“Una marca affermata mi dà sicurezza”
“ La pubblicità dovrebbe prima di tutto essere simpatica e divertente”

Gli attenti

Risparmiatori, seri, concreti. Cercano l’acquisto “razionalmente” migliore. Sono attenti alle informazioni e agli eventi che li circondano, in particolare quelli economici. Non si dimostrano succubi dei marchi ma nemmeno ideologicamente contrari alla pubblicità e ai brand.
Sono il 24% del campione.

Le frasi-tipo: “Leggo sempre con attenzione gli ingredienti dei prodotti che acquisto”
“Quando compero cerco di fare più economia che posso”
“Sono contrario alla presenza di Ogm negli alimenti”

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