Torna asse Parigi-Berlino: intesa su MES “light”. Italia insiste sui coronabond

Conte in pressing sull'Europa: fine del sogno o rinascita. Sale la tensione a poche ore dall'Eurogruppo

Sale la tensione in vista della riunione-chiave dell’Eurogruppo, in programma il prossimo 7 aprile. Inizialmente schierata a fianco dell‘Italia – dopo il ruolo di mediazione con la proposta del Fondo europeo – la Francia è tornata a strizzare l’occhio alla Germania con i due Paesi che avrebbero trovato un’intesa sugli strumenti che l’Unione Europea dovrà usare per fare fronte all’emergenza coronavirus.

Secondo la bozza dell’accordo,  visionata dall’agenzia tedesca Dpa, i ministri dell’Economia dei due Paesi, Le Maire e Scholz, si presenteranno con una posizione comune dando semaforo verde a tutte le misure a breve termine, incluso l’utilizzo del Mes con condizionalità molto alleggerite. A supporto il credito della Banca europea degli investimenti, che ha proposto un nuovo piano da 25 miliardi per offrire alle imprese europee liquidità per investimenti fino a 200 miliardi, e il fondo Sure per i cassintegrati.

In casa nostra, però, si continua a guardare con diffidenza all’uso del Meccanismo europeo di stabilità che è stato più volte “bocciato”, così com’è ora, sia dal Presidente del Consiglio Conte che dal Ministro dell’Economia Gualtieri. Resta da vedere se la versione “light” presenterà degli elementi che sposteranno l’ago della bilancia tanto da convincere Roma che al momento resta scettica e continua a chiedere strumenti condivisi che diano più garanzie.

Bene lo schema Sure e le garanzie Bei ma “la risposta comune europea sarà adeguata solo se comprenderà l’emissione comune di bond europei per finanziare i piani nazionali di risposta all’emergenza”, continua a ripetere come un mantra il titolare del Tesoro definendo il Mes “uno strumento inadatto a gestire questa crisi nella forma attuale”

CONTE, PRESSING ALL’EUROPA – Prosegue anche il pressing del Premier che marca stretto l’Europa. E nella replica alla lettera inviata dalla Presidente della Commissione UE von der Leyen – che poche ore prima aveva chiesto scusa al nostro Paese per il ritardo con il quale si era mossa l’Europa – torna a chiarire un concetto, proprio in vista della prossima decisiva riunione: “Purtroppo, alcune anticipazioni dei lavori tecnici che ho potuto visionare non sembrano affatto all’altezza del compito che la storia ci ha assegnato, scrive Conte.

Si continua a insistere nel ricorso a strumenti come il Mes che appaiono totalmente inadeguati rispetto agli scopi da perseguire, considerato che siamo di fronte a uno shock epocale a carattere simmetrico, che non dipende dai comportamenti di singoli Stati. E’ il momento di mostrare più ambizione, più unità e più coraggio”, sottolinea Conte secondo il quale il 2020 sarà un vero e proprio spartiacque nella storia della UE.

FINE DEL SOGNO O RINASCITA? – Per questo, le ultime parole del Presidente del Consiglio fanno anche da monito, richiamando tutti ad una piena consapevolezza sulla “partita” che si sta giocando : “Solo se avremo coraggio, se guarderemo davvero il futuro con gli occhi della solidarietà e non col filtro degli egoismi, potremo ricordarlo non come l’anno del fallimento del sogno europeo ma della sua rinascita”.

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