A chi appartengono i tesori sepolti in mare e quanto possono valere

Il mare è pieno di tesori sepolti, ma a chi appartengono e quanto valgono in realtà? Ecco cosa dice la legge

Cosa accade quando viene trovato un galeone di centinaia di anni fa sul fondo del mare? Ecco cosa dice il diritto del mare a riguardo.

300 anni fa un galeone spagnolo di nome “San Jose” è stato affondato da una nave britannica. Da allora giace sul fondo del mare, da qualche parte vicino la costa di Cartagena (una delle città più attaccate dai pirati nel corso della storia). La Colombia ha trovato i resti del galeone e con essi, l’antico tesoro: la San Jose, infatti, trasportava un immenso carico che sarebbe dovuto andare a risanare le finanze della Spagna per affrontare gli ingenti costi della Guerra di Successione. Il valore del galeone dovrebbe aggirarsi tra l’uno e i dieci miliardi di dollari. Ma a chi spetta il tesoro?

La San Jose è spagnola, ma è affondata in Colombia. Secondo la legge, il tesoro spetterebbe al proprietario della nave, che può reclamarne la potestà senza prescrizione di termini. C’è però un problema: che il bottino è stato trovato nelle acque territoriali della Colombia. E uno Stato ha pieno potere e sovranità nelle sue acque territoriali – così stabilisce il diritto del mare – e può rifiutare la restituzione della nave. Il quadro è davvero complesso, perché oltre al diritto internazionale entra in gioco anche quello del singolo paese. E i casi variano da Stato a Stato. Nel caso in cui la nave si trovi invece in acque internazionali, i preziosi possono essere presi dal paese che la ritrova per primo. In questo caso però, può essere invocata l’immunità sovrana – un istituto proprio del diritto internazionale – che consente alla nazione d’appartenenza di reclamarne il possesso.

In ogni caso non ci troviamo di fronte a questioni semplici e spesso è il giudice a dover decidere cosa fare o no a seconda della fattispecie che si viene a trovare davanti. Spesso le cose si rivolvono però in un modo davvero poco complicato: ossia lasciando il tesoro sul fondo del mare. I costi di recupero molte volte superano quelli dell’effettivo valore della merce contenuta all’interno della nave e si preferisce lasciare le cose così come stanno. Tanto che non a caso il mare è stato definito “il più grande museo del mondo”.

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