Terza Economia, il piano per il rilanciare il settore

“Il futuro, ma anche il presente, del Terzo settore è senza dubbio fra le nostre priorità”. A fare il punto sulla questione è il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Nunzia Catalfo. In un’intervista al Corriere della Sera il ministro illustra gli interventi di sostegno sociale messi in atto per far fronte all’emergenza Covid-19 e, riguardo alle prospettive, annuncia una riforma del settore i cui provvedimenti attuativi saranno esaminati nel corso del Consiglio nazionale del Terzo settore che verrà convocato entro ottobre.

“L’estensione della cassa integrazione in deroga anche per gli Ets, l’incremento di 100 milioni di euro del fondo ad essi destinato, l’allargamento agli Enti stessi di misure originariamente previste per le imprese come l’accesso ai contributi per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale, l’accesso ai finanziamenti previsti dal Fondo di garanzia per le Pmi nonché l’accelerazione delle procedure di riparto del cinque per mille relativo all’esercizio finanziario 2019, per il quale sono già stati effettuati i primi trasferimenti”. Queste – come ricorda Catalfo – le misure attuate negli ultimi mesi, frutto di “un costante dialogo che viene portato avanti con gli Enti”.

La Task force

Dal punto di vista strategico per il Ministro occorre puntare sullo “sviluppo dell’economia sociale”. Per tale motivo, lo scorso 30 luglio Catalfo ha nominato un comitato di 10 esperti con il compito di individuare possibili interventi volti alla valorizzazione e allo sviluppo dell’economia sociale e solidale.

“Il comitato – spiega Catalfo – sarà coordinato dal sottosegretario Stanislao Di Piazza, che ha una delega specifica, e sarà propedeutico al percorso di costruzione di una terza economia che sia di supporto allo Stato e all’economia di mercato. A tal proposito, – si legge nell’intervista – Di Piazza ha costituito un tavolo di dialogo tra diverse associazioni di imprenditori dell’economia sostenibile che hanno sottoscritto un patto per una nuova economia per l’Italia”.

Una mole di lavoro 

Sulla Riforma del Terzo settore che, ad oggi, ha ancora parti inattuate Catalfo ha assicurato che “è un processo complesso” che sta “portando avanti con determinazione”. Alla base di tale complessità, e della lentezza del processo di riforma, – come sottolinea il Ministro – vi è l’alto numero di provvedimenti attuativi “oltre 30 – afferma Catalfo – di cui circa la metà già firmati, 3 da me da quando sono in carica” e “la molteplicità delle amministrazioni coinvolte”.

Ma qualcosa, sottolinea il Ministro, si sta muovendo. Ne è un esempio il decreto sul Registro unico. “La sua elaborazione – precisa Catalfo – è stata il frutto di un confronto costante con Regioni e rappresentanze del Terzo settore. Sul testo, portato nell’ultima seduta di agosto della Conferenza Stato-Regioni, a fronte della posizione favorevole delle altre 20 Regioni la Provincia autonoma di Bolzano ha chiesto, in extremis, un rinvio del provvedimento. Il 10 settembre è in calendario la nuova seduta: auspico si arrivi ad un esito positivo”. Vi sono, poi, allo studio altri provvedimenti che richiedono concerti o pareri di altre istituzioni. Tra gli altri Catalfo cita “il decreto sulle attività diverse, il regolamento sul social bonus, le linee guida sulla raccolta fondi”.

Atteso parere Ue su profili fiscali

Sul tema delle autorizzazioni europee sulla disciplina fiscale dell’impresa sociale e degli altri Ets il Ministro ha spiegato che “è attualmente oggetto di analisi congiunta con le altre amministrazioni interessate, Mef e Dipartimento politiche europee della Presidenza del Consiglio. Un passaggio diretto anch’esso a rafforzare ulteriormente i contenuti della richiesta di autorizzazione che verrà presentata entro l’anno”.

Sul fronte del sostegno alle imprese sociali, infine, Catalfo ha spiegato che le misure di vantaggio fiscale previste, sia sotto forma di incentivi per chi investe nel capitale delle imprese sociali sia sotto forma della non imponibilità degli utili e degli avanzi di gestione reinvestiti nell’attività di interesse generale dell’impresa sociale, “saranno sottoposte al vaglio della Commissione Ue”.

Inoltre, per quanto riguarda l’aspetto finanziario, presso il ministero dello Sviluppo economico – ha aggiunto – “è istituito un fondo per la diffusione ed il rafforzamento dell’economia sociale, dotato di oltre 200 milioni di euro, attraverso il quale sono erogati finanziamenti a tasso agevolato, ai quali può essere aggiunto un contributo a fondo perduto, per sostenere programmi di investimento di queste imprese. Recentemente, con decreto del Mise, sono state apportate alcune modifiche a tale fondo al quale ora possono accedere anche le imprese culturali e creative. Ulteriori margini di miglioramento – ha concluso – saranno praticabili nei successivi provvedimenti attuativi, nella direzione della semplificazione della procedura di accesso al finanziamento”.

Il principio di sussidiarietà

Centrale nel piano di Catalfo per il Terzo Settore è la “valorizzazione degli strumenti della sussidiarietà contenuti nel codice –coprogrammazione, coprogettazione e accreditamento – basati sul coinvolgimento degli Ets”. Su questo punto significativa – come afferma Catalfo – è la sentenza della Consulta 131/2020 che ha ravvisato, nell’articolo 55 del codice del Terzo settore, una delle più significative attuazioni del principio costituzionale di sussidiarietà orizzontale.

In sostanza – spiega il Ministro nell’intervista – “al perseguimento dell’interesse generale sono chiamati a concorrere anche gli Ets, secondo un rapporto collaborativo con la Pubblica amministrazione incentrato sulla convergenza di obiettivi e sull’aggregazione di risorse pubbliche e private, superando la logica competitiva dell’appalto”. Attualmente – ha annunciato Catalfo – è stato costituito al ministero del Lavoro un gruppo di lavoro tecnico, del quale fanno parte rappresentanti dei livelli di governance regionale e locale e del Forum nazionale del Terzo settore, che sta “ultimando l’elaborazione di un documento contenente linee guida sulle forme relazionali tra Pubbliche amministrazioni ed Ets”.

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