Telemarketing selvaggio malgrado il registo delle opposizioni. E il Garante passa all’attacco

Nella seconda metà dell'anno ispezioni a tappeto per le società che non rispettano le regole della privacy. Il garante difende il diritto di opporsi alle molestie telefoniche

Non c’è registro che tenga, il telemarketing è sempre più selvaggio. Per telefono, sms, mail e anche fax, c’è sempre qualcuno pronto a vendere qualcosa a qualunque ora. E soprattutto a maneggiare con estrema disinvoltura i nostri dati personali. Per questa ragione il Garante della privacy vuole vederci chiaro e mette sotto indagine diversi soggetti, dalle società di vendite telefoniche, ai servizi di customer care, al recupero crediti, agli enti previdenziali.

L’Autorità garante ha appena varato il piano ispettivo per il secondo semestre 2011 che riguarda sia il settore pubblico che quello privato. Le indagini riguardano le informazioni da fornire ai cittadini sull’uso dei loro dati personali, l’adozione delle misure di sicurezza, i tempi di conservazione dei dati, il consenso da richiedere nei casi previsti dalla legge, sull’obbligo di notificazione al Garante. Le ispezioni programmate sono 225, alle quali si aggiungeranno quelle derivanti da segnalazioni e reclami.

Un registro ignorato

E in effetti la mole di proteste che giunge al Garante e alle associazioni dei consumatori la dice lunga sul rispetto delle regole. A giugno, nella relazione annuale al Parlamento, il presidente dell’Authority Francesco Pizzetti aveva sottolineato l’invadenza del telemarketing: “Oggi chiunque può ricevere chiamate a fini di marketing, e la sola difesa possibile è quella di iscriversi ad un apposito registro delle opposizioni“, che però – aggiunge Pizzetti – “sta manifestando limiti e difetti maggiori di quanto previsto. Da febbraio abbiamo già ricevuto circa mille segnalazioni e proteste, più del doppio del 2010, e più del 90% riguarda proprio la violazione del registro delle opposizioni”. Secondo alcune stime, infatti, il 60% degli iscritti al registro continua a ricevere chiamate.

Il Garante promette mano pesante proprio sulla violazione del diritto di opposizione: “Saranno infatti ispezionate dal Nucleo privacy della Guardia di Finanza le società più segnalate per verificare la liceità dei loro trattamenti e, in caso contrario, applicare le sanzioni previste dalla legge”.

Nel primo semestre dell’anno, intanto, ci sono state circa 230 ispezioni con 181 procedimenti sanzionatori e quasi 1,2 milioni di euro di multe a carico soprattutto di agenzie investigative, del settore sanitario, delle attività di profilazione online, di telemarketing e e-commerce.

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