Telemarketing, è difficile difendersi. Il registro degli oppositori non funziona

La norma vieta l'iscrizione a chi non è sugli elenchi telefonici. E crea un effetto paradossale: più vuoi difendere la tua privacy, più sei esposto all'invadenza commerciale

Sembra proprio impossibile liberarsi dalle telefonate commerciali moleste. A quasi quattro mesi dall’entrata in vigore del registro degli oppositori è ancora difficile contrastare l’invadenza del telemarketing.  La possibilità per i cittadini che non desiderano ricevere telefonate pubblicitarie di iscriversi a un apposito registro subisce ancora una serie di limitazioni.

Molte associazioni di consumatori avevano individuato da tempo le criticità di questo registro. La prima fra tutte è che si basa su un regime di opt-out invece che di opt-in come sarebbe corretto: cioè dovrebbero iscriversi al registro solo gli utenti che vogliono dare il consenso alle telefonate, imponendo un comportamento attivo a chi desidera essere chiamato e non il contrario.

Impossibile iscriversi se non si è sugli elenchi telefonici

Sta di fatto che il bilancio d’attività del registro delle opposizioni risulta negativo: molte difficoltà nell’iscrizione e soprattutto impossibilità d’iscriversi per chi non è presente negli elenchi telefonici ufficiali (Pagine bianche) mentre le aziende possono utilizzare altri elenchi per i quali il consumatore ha fornito la propria autorizzazione, molte volte senza saperlo.

Federconsumatori denuncia che per alcuni consumatori è stato impossibile iscriversi al registro perché in passato si erano cancellati dagli elenchi telefonici. Un divieto che ha del paradossale: chi chiede di essere escluso per tutelare maggiormente la sua privacy finisce per essere più penalizzato. Questi utenti, quando tentano di iscriversi al registro vedono apparire sul monitor questo avviso:

            “Non è possibile procedere con l’operazione richiesta in quanto la numerazione non risulta presente negli elenchi pubblici aggiornati: si ricorda che il servizio è riservato agli abbonati che hanno dato il consenso all’inserimento della propria utenza telefonica negli elenchi pubblici”.

“E’ una vera assurdità – denuncia  l’associazione dei consumatori – in questo modo chi già dal primo momento aveva manifestato la propria volontà a non essere disturbato, oggi si trova ad essere il bersaglio dell’attività di telemarketing senza, peraltro, potervi porre rimedio. Da mesi chiediamo al governo e alla fondazione che gestisce il registro di porre rimedio a questa gravissima lacuna, che troviamo inaccettabile”.

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